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Cosa fare se…

Omessa Denuncia Infortunio INAIL: Cosa Fare Subito

Il datore di lavoro si accorge di aver omesso o ritardato la denuncia dell'infortunio all'INAIL oltre i termini di legge. Vediamo come procedere con la denuncia tardiva, quali sanzioni si rischiano e come tutelare il lavoratore infortunato.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

La mancata denuncia dell'infortunio all'INAIL nei termini (2 giorni dalla ricezione del certificato medico, 24 ore per infortuni mortali o con pericolo di vita) costituisce un illecito amministrativo ai sensi dell'art. 53 c. 3 D.Lgs. 81/2008, con sanzione da 1.290 a 7.745 euro per ogni omissione; per gli infortuni mortali si aggiunge il profilo penale. Se ci si accorge dell'omissione, bisogna procedere immediatamente con la denuncia tardiva tramite il portale INAIL online, informare tempestivamente il lavoratore delle tutele che gli spettano e valutare con un consulente l'esposizione sanzionatoria e le opportunità di ravvedimento spontaneo. Supportiamo la gestione di questa situazione.

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La situazione

Il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro) all'art. 53 impone al datore di lavoro di denunciare all'INAIL ogni infortunio che comporti l'assenza dal lavoro per almeno tre giorni (oltre il giorno dell'evento). I termini sono tassativi:

Il termine decorre dalla ricezione del certificato medico rilasciato dal medico che ha visitato il lavoratore, non dalla data dell'infortunio. Il datore di lavoro si può accorgere dell'omissione in vari momenti: durante una verifica documentale interna, a fronte di una richiesta del lavoratore, prima o durante un'ispezione INAIL o INL, oppure quando l'INAIL contatta l'azienda per la gestione del sinistro.

Fino a quando la denuncia non viene inviata, il lavoratore non può accedere alle prestazioni economiche e sanitarie INAIL (indennità giornaliera, cure mediche a carico INAIL, rendita in caso di inabilità permanente). Il ritardo può quindi causare danni diretti al lavoratore infortunato.

Cosa rischi

L'omessa o tardiva denuncia dell'infortunio all'INAIL espone il datore di lavoro a conseguenze amministrative, penali e civili:

Cosa devi fare ora

  1. Verifica immediata: controllare se la denuncia INAIL è stata inviata

    Accedere al portale INAIL (area "Denuncia di infortunio") con le credenziali aziendali e verificare se la denuncia risulta inviata e protocollata. Verificare anche nelle comunicazioni e-mail aziendali se è presente la ricevuta di invio. Solo dopo aver accertato l'omissione si procede con i passi successivi.

  2. Inviare immediatamente la denuncia tardiva tramite portale INAIL

    Accedere al portale INAIL online (inail.it — area "Denuncia/comunicazione di infortunio") e compilare il modello di denuncia infortuni sul lavoro. La procedura guidata richiede i dati del lavoratore, dell'infortunio, del certificato medico e la modalità dell'evento. La denuncia tardiva va inviata senza ulteriori ritardi: ogni giorno aggiuntivo di omissione aggrava la posizione.

  3. Allegare il certificato medico dell'infortunio

    Allegare alla denuncia copia del certificato medico rilasciato dal pronto soccorso o dal medico curante al momento dell'infortunio. Il certificato medico è il documento che fa decorrere il termine di 2 giorni (o 24 ore) per la denuncia: la sua data è fondamentale per determinare il ritardo e il regime sanzionatorio applicabile.

  4. Informare il lavoratore infortunato della denuncia e delle tutele INAIL

    Comunicare tempestivamente al lavoratore che la denuncia è stata inviata (seppur in ritardo) e illustrargli le tutele INAIL alle quali ha diritto: indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta, copertura delle spese sanitarie, eventuale rendita in caso di postumi permanenti. Se il lavoratore ha sostenuto spese sanitarie che sarebbero state coperte dall'INAIL, valutare con il consulente del lavoro le modalità di rimborso.

  5. Verificare se vi sono altri infortuni non denunciati (audit documentale)

    Effettuare un controllo sistematico del registro infortuni aziendale e delle assenze per infortunio degli ultimi anni, confrontandole con le denunce INAIL inviate. Un'omissione isolata può essere indice di una procedura interna carente che ha determinato più omissioni. È preferibile rilevare e regolarizzare proattivamente tutte le posizioni aperte prima di un'eventuale ispezione.

  6. Consultare un consulente del lavoro o RSPP per valutare l'esposizione sanzionatoria

    Rivolgersi a un consulente del lavoro o a un esperto in sicurezza sul lavoro per quantificare le sanzioni applicabili in relazione al numero di omissioni, alla gravità degli infortuni e al tempo di ritardo. Il consulente può anche valutare se vi siano circostanze attenuanti (errata comunicazione del certificato da parte del lavoratore, cause di forza maggiore) da documentare.

  7. Valutare il ravvedimento spontaneo prima di eventuali accertamenti ispettivi

    In base al D.Lgs. 758/1994, il ravvedimento spontaneo — cioè la regolarizzazione prima dell'avvio di un procedimento ispettivo — può ridurre le sanzioni applicabili. Verificare con il consulente se è opportuno segnalare proattivamente la regolarizzazione all'INAIL o all'Ispettorato del Lavoro, documentando la buona fede e l'immediata ottemperanza all'obbligo.

  8. Aggiornare le procedure interne per la gestione degli infortuni

    Definire o aggiornare una procedura aziendale scritta che disciplini i passi immediati da seguire in caso di infortunio: raccolta del certificato medico, notifica immediata all'ufficio HR o al responsabile della sicurezza, invio della denuncia INAIL entro i termini, comunicazione al lavoratore. Istruire preposti, responsabili HR e RSPP sulle scadenze di legge.

  9. Aggiornare il registro infortuni aziendale retroattivamente

    Verificare che il registro infortuni aziendale (obbligatorio ex art. 53 c. 6 D.Lgs. 81/2008) riporti correttamente tutti gli infortuni avvenuti, incluso quello per cui è stata omessa la denuncia. Il registro deve essere tenuto aggiornato e reso disponibile agli organi di vigilanza in caso di ispezione.

Tempi e priorità

AzioneQuandoPriorità
Verifica invio denuncia INAIL sul portaleImmediatamenteUrgente
Invio denuncia INAIL tardiva tramite portale onlineNelle prossime oreUrgente
Informare il lavoratore infortunato e delle tutele INAILEntro 24 ore dalla denunciaUrgente
Audit documentale: altri infortuni non denunciatiEntro 3-5 giorniAlta
Consulenza su esposizione sanzionatoria e ravvedimentoEntro 7 giorniAlta
Aggiornamento registro infortuni aziendaleContestuale alla denunciaAlta
Definizione procedura interna gestione infortuniEntro 30 giorniMedia
Formazione/istruzione preposti e HR su termini di denunciaEntro 30-60 giorniMedia

Documenti che servono

Documenti necessari per regolarizzare la denuncia tardiva

  • Certificato medico dell'infortunio (pronto soccorso o medico curante) con data di rilascio
  • Dati identificativi del lavoratore infortunato (anagrafica, mansione, contratto)
  • Credenziali di accesso al portale INAIL aziendali
  • Documentazione dell'infortunio: luogo, ora, dinamica, testimoni
  • Registro infortuni aziendale
  • Nomina RSPP e/o responsabile sicurezza
  • Eventuali comunicazioni interne o e-mail relative all'infortunio
  • Documentazione delle assenze per inabilità temporanea (cedolini, certificati di continuazione)

Come ti possiamo aiutare

Supportiamo il datore di lavoro nella gestione della denuncia tardiva all'INAIL: verifica della posizione sul portale INAIL, assistenza nella compilazione della denuncia e nella raccolta della documentazione necessaria, audit delle denunce degli ultimi anni per individuare eventuali altre omissioni, e consulenza sulla valutazione dell'esposizione sanzionatoria.

Aiutiamo inoltre a strutturare la procedura interna aziendale per la gestione degli infortuni, in modo da evitare future omissioni: istruzione dei preposti e del personale HR sui termini di legge, definizione dei flussi di comunicazione e aggiornamento dello scadenzario della sicurezza.

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Domande frequentiFAQ

Qual è la sanzione per omessa denuncia INAIL di un infortunio?
L'art. 53 c. 3 del D.Lgs. 81/2008 prevede una sanzione amministrativa da 1.290 a 7.745 euro per ogni infortunio non denunciato o denunciato oltre i termini (2 giorni dalla ricezione del certificato medico, o 24 ore per infortuni mortali). La sanzione si applica per ciascuna omissione e non è cumulabile in unica ammenda quando le omissioni sono più di una.
La denuncia tardiva annulla la sanzione per omissione?
No. La denuncia tardiva non elimina la sanzione amministrativa già maturata per il mancato rispetto dei termini, ma è comunque obbligatoria e produce effetti importanti: tutela il lavoratore consentendo all'INAIL di aprire il sinistro, dimostra la buona fede del datore di lavoro, e — se effettuata prima di un accertamento ispettivo — può rientrare nel perimetro del ravvedimento spontaneo ex D.Lgs. 758/1994, con possibile riduzione della sanzione.
Come si invia una denuncia INAIL tardiva tramite il portale?
La denuncia si invia tramite il portale INAIL (inail.it), accedendo all'area "Denuncia/comunicazione di infortunio" con le credenziali aziendali (SPID, CIE o PIN INAIL). Si compila il modulo online inserendo i dati del lavoratore, la data e le circostanze dell'infortunio, i dati del certificato medico e la prognosi. Il sistema accetta denunce tardive: non viene bloccata l'immissione, ma la data di invio risulterà successiva al termine di legge.
L'omessa denuncia di un infortunio grave ha conseguenze penali per il datore?
Per gli infortuni ordinari (assenza superiore a 3 giorni), l'omissione è un illecito amministrativo. Per gli infortuni mortali o con pericolo di vita, l'art. 53 c. 3-ter D.Lgs. 81/2008 prevede conseguenze di natura penale per l'omessa comunicazione entro 24 ore all'INAIL e all'Autorità di Pubblica Sicurezza. In caso di infortuni gravi occorre inoltre verificare se sussiste l'obbligo di denuncia all'Autorità Giudiziaria ai sensi dell'art. 54 D.Lgs. 81/2008.

Riferimenti normativi

Fonti normative

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