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Cosa fare se…

Esplosione o Scoppio di Attrezzatura a Pressione: Cosa Fare

Una caldaia, un compressore, un'autoclave o una bombola di gas ha ceduto o è esplosa in azienda, causando danni a persone e/o cose. Vediamo quali adempimenti immediati spettano al datore di lavoro, come denunciare il sinistro, quali attrezzature simili sospendere e come aggiornare il sistema di gestione della sicurezza.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

L'esplosione di un'attrezzatura a pressione è un evento grave che comporta obblighi immediati: evacuazione e messa in sicurezza dell'area, attivazione del 118 e del 115 (Vigili del Fuoco), preservazione della scena prima dell'arrivo delle autorità, denuncia degli infortuni all'INAIL entro i termini di legge (2 giorni lavorativi per grave infortunio, 24 ore per infortunio mortale) e notifica del sinistro ai sensi dell'art. 28 D.M. 329/2004. Il datore deve inoltre sospendere cautelativamente le attrezzature a pressione analoghe e avviare un'indagine interna per aggiornare il DVR.

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La situazione

In azienda è presente una o più attrezzature a pressione soggette alla normativa del D.M. 329/2004 (recepimento della Direttiva PED): caldaie a vapore o ad acqua surriscaldata, compressori d'aria, autoclavi, serbatoi in pressione, bombole di gas tecnico o industriale. L'attrezzatura è sottoposta a verifiche periodiche obbligatorie ai sensi del D.M. 11/04/2011 e dell'art. 71 D.Lgs. 81/08, che impone che le attrezzature di lavoro siano idonee, mantenute in efficienza e verificate.

A seguito di un cedimento strutturale, di una sovrappressione, di un guasto al sistema di sicurezza o di una manutenzione carente, l'attrezzatura ha subito un'esplosione o uno scoppio, causando danni alle strutture, all'impianto e/o a persone presenti nell'area. La situazione richiede un intervento immediato e coordinato su più fronti: sicurezza, soccorso, adempimenti normativi e indagine tecnica.

La normativa di riferimento è il D.Lgs. 81/08 (artt. 71 e 87), il D.M. 01/12/2004 e il D.M. 329/2004 per le attrezzature a pressione, il D.M. 11/04/2011 per le verifiche periodiche obbligatorie e il D.Lgs. 231/01 per la responsabilità amministrativa degli enti.

Cosa rischi

Non intervenire correttamente e tempestivamente dopo l'esplosione di un'attrezzatura a pressione espone il datore di lavoro a conseguenze gravi su più piani:

Cosa devi fare ora

  1. Mettere in sicurezza l'area: evacuazione e chiusura valvole

    Disporre immediatamente l'evacuazione della zona interessata dall'esplosione e dell'area circostante (pericolo da cedimenti strutturali secondari, perdite di gas, incendio). Se possibile intervenire in condizioni di sicurezza, chiudere le valvole di intercettazione del gas, del vapore o del fluido in pressione per impedire l'alimentazione del pericolo residuo. Non far rientrare il personale nell'area fino alla dichiarazione di sicurezza da parte delle autorità competenti.

  2. Chiamare 118 e 115 (Vigili del Fuoco) immediatamente

    Attivare contemporaneamente il 118 (soccorso sanitario) per i feriti e il 115 (Vigili del Fuoco) per la messa in sicurezza dell'impianto, il contenimento di eventuali incendi o perdite di gas e la valutazione del rischio di crollo o di nuove esplosioni. Fornire alle squadre di intervento tutte le informazioni disponibili sul tipo di attrezzatura, il fluido contenuto e la planimetria dell'impianto.

  3. Preservare la scena: non manomettere i rottami prima dell'autorità

    Non rimuovere, spostare o alterare i rottami, i componenti dell'attrezzatura esplosa e i materiali danneggiati prima dell'arrivo e del nulla osta dell'autorità giudiziaria e/o dell'organo di vigilanza (INL, ASL/SPRESAL). Fotografare e documentare la scena nella condizione originaria. La preservazione della scena è fondamentale per accertare le cause del sinistro e per la corretta attribuzione delle responsabilità.

  4. Denuncia all'INAIL per infortuni ai lavoratori

    Se nell'esplosione sono rimasti infortunati uno o più lavoratori, procedere alla denuncia/comunicazione di infortunio all'INAIL nei termini previsti: entro 2 giorni lavorativi per infortuni che comportino assenza superiore a 3 giorni (art. 53 D.P.R. 1124/1965 e art. 18 D.Lgs. 81/08), entro 24 ore per infortuni mortali o con pericolo di morte. La denuncia si effettua tramite il portale telematico INAIL. Informare contestualmente il proprio istituto assicuratore e il consulente del lavoro.

  5. Notificare il sinistro su attrezzatura a pressione ai sensi dell'art. 28 D.M. 329/2004

    Il D.M. 329/2004 (art. 28) impone al datore di lavoro di notificare all'organo di vigilanza competente (ASL/ARPA, già ISPESL) ogni sinistro che riguardi attrezzature a pressione soggette a verifica periodica. La notifica deve avvenire tempestivamente e deve contenere le informazioni essenziali sull'evento: tipo di attrezzatura, numero di matricola, data di ultima verifica, caratteristiche del cedimento e danni provocati. Conservare copia della notifica.

  6. Sospendere l'esercizio di tutte le attrezzature a pressione simili fino a verifica

    In via cautelativa, sospendere immediatamente dall'esercizio tutte le attrezzature a pressione dello stesso tipo, costruttore o con caratteristiche analoghe a quella che ha ceduto, presenti nell'impianto. La sospensione è necessaria fino all'esecuzione di una verifica straordinaria da parte dell'ente abilitato (INAIL o organismo notificato/soggetto abilitato ai sensi del D.M. 11/04/2011). Non riprendere l'esercizio senza il verbale favorevole di verifica straordinaria.

  7. Avviare l'indagine interna sull'evento

    Avviare una indagine tecnica interna per ricostruire le cause del sinistro: verificare la data e l'esito dell'ultima verifica periodica obbligatoria, i registri di manutenzione, i valori di pressione di esercizio rispetto ai valori di progetto (PS), la presenza e funzionamento dei dispositivi di sicurezza (valvole di scarico, manometri, pressostati). Raccogliere tutta la documentazione tecnica dell'attrezzatura: libretto di uso e manutenzione, dichiarazione di conformità CE, scheda tecnica. Coinvolgere un tecnico abilitato per la perizia tecnica.

  8. Aggiornare il DVR con analisi dell'evento e nuove misure

    Aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) con l'analisi dell'evento (cause accertate o probabili, carenze organizzative o manutentive rilevate) e le nuove misure di prevenzione adottate: piano di manutenzione straordinaria, aggiornamento del programma di verifiche periodiche, revisione delle procedure operative, eventuale sostituzione delle attrezzature. Informare i lavoratori delle nuove misure tramite specifica comunicazione e, se necessario, aggiornare la formazione specifica.

Tempi e priorità

AzioneQuandoPriorità
Evacuazione dell'area e chiusura valvole gas/vapore (se sicuro)ImmediatamenteUrgente
Chiamata al 118 e al 115 Vigili del FuocoImmediatamenteUrgente
Preservazione della scena: nessuna rimozione di rottami o elementiSubito dopo l'evacuazioneUrgente
Denuncia infortunio all'INAIL (24h se mortale, 2 gg lavorativi se grave)Entro i termini di leggeUrgente
Notifica del sinistro ai sensi dell'art. 28 D.M. 329/2004 all'organo di vigilanzaEntro 24-48 ore dall'eventoAlta
Sospensione cautelativa delle attrezzature a pressione similiImmediatamente dopo la messa in sicurezzaAlta
Avvio indagine interna: raccolta documentazione tecnica e storico verificheEntro 3-5 giorni dall'eventoMedia
Aggiornamento DVR con analisi dell'evento e nuove misure di prevenzioneEntro 30 giorni dalla chiusura dell'indagineMedia

Documenti che servono

Documenti necessari dopo l'esplosione di un'attrezzatura a pressione

  • Libretto di uso e manutenzione dell'attrezzatura esplosa
  • Dichiarazione di conformità CE e scheda tecnica (PS, TS, volume)
  • Verbali delle ultime verifiche periodiche (INAIL o organismo abilitato)
  • Registro di manutenzione e interventi tecnici sull'attrezzatura
  • Fotografie della scena dell'esplosione nella condizione originaria
  • Copia della denuncia/comunicazione infortunio all'INAIL
  • Notifica del sinistro ai sensi dell'art. 28 D.M. 329/2004
  • Comunicazione di sospensione dall'esercizio delle attrezzature simili
  • Verbale di verifica straordinaria post-incidente (per la ripresa dell'esercizio)
  • Perizia tecnica sulle cause del cedimento
  • Aggiornamento del DVR con analisi dell'evento e nuove misure
  • Registro di formazione aggiornata del personale addetto

Come ti possiamo aiutare

Supportiamo l'azienda nella gestione di tutti gli adempimenti normativi successivi all'esplosione di un'attrezzatura a pressione: predisposizione della denuncia INAIL nei termini di legge, redazione della notifica del sinistro ai sensi del D.M. 329/2004, coordinamento con l'organo di vigilanza e con l'ente verificatore per la verifica straordinaria delle attrezzature simili.

Affianchiamo il datore di lavoro nell'indagine tecnica interna, nella raccolta e organizzazione della documentazione tecnica dell'attrezzatura, nell'aggiornamento del DVR con le nuove misure di prevenzione e nel coordinamento con i consulenti legali per la gestione dei profili penali e della responsabilità amministrativa dell'ente ai sensi del D.Lgs. 231/01.

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Domande frequentiFAQ

Chi deve fare la denuncia del sinistro su attrezzatura a pressione?
Il datore di lavoro è il soggetto obbligato a effettuare sia la denuncia dell'infortunio all'INAIL (ai sensi dell'art. 53 D.P.R. 1124/1965 e dell'art. 18 D.Lgs. 81/08), sia la notifica del sinistro sull'attrezzatura a pressione all'organo di vigilanza competente (ASL/ARPA) ai sensi dell'art. 28 D.M. 329/2004. L'obbligo non è delegabile al lavoratore o al preposto, anche se questi possono supportare operativamente la raccolta delle informazioni necessarie.
È obbligatorio sospendere le altre attrezzature a pressione simili dopo un'esplosione?
Non esiste una norma che imponga automaticamente la sospensione di tutte le attrezzature simili, ma la sospensione cautelativa è fortemente raccomandata e costituisce una misura prudente che il datore di lavoro deve adottare per adempiere all'obbligo generale di sicurezza dell'art. 2087 c.c. e all'art. 71 D.Lgs. 81/08. Se l'organo di vigilanza (INL o ASL) dispone la sospensione dell'attività ai sensi dell'art. 14 D.Lgs. 81/08, il datore è tenuto ad osservarla sotto pena di sanzione penale. In ogni caso, la ripresa dell'esercizio delle attrezzature simili deve avvenire solo dopo verifica straordinaria con esito favorevole.
Le verifiche periodiche delle attrezzature a pressione: chi le esegue, INAIL o enti privati?
Ai sensi del D.M. 11/04/2011, le verifiche periodiche obbligatorie delle attrezzature a pressione sono effettuate dall'INAIL (prima verifica) e successivamente dall'INAIL stesso o da soggetti abilitati dal Ministero del Lavoro (organismo notificato/soggetto abilitato privato). Il datore di lavoro è responsabile di richiedere le verifiche entro le scadenze previste (che variano in funzione del tipo di attrezzatura e del fluido contenuto) e di tenere aggiornato il libretto dell'attrezzatura con i verbali delle verifiche eseguite.
Quali sono le responsabilità penali del datore di lavoro dopo l'esplosione di una caldaia?
In caso di infortuni a lavoratori, il datore di lavoro risponde penalmente ai sensi dell'art. 590 c.p. (lesioni personali colpose) o dell'art. 589 c.p. (omicidio colposo) se l'evento è riconducibile a una violazione delle norme antinfortunistiche: verifiche periodiche non eseguite o scadute, manutenzione carente, dispositivi di sicurezza non funzionanti, assenza di formazione degli addetti. La colpa è aggravata quando le verifiche erano scadute al momento dell'esplosione. L'ente può inoltre essere sanzionato ai sensi dell'art. 25-septies D.Lgs. 231/01 se l'infortunio grave o mortale è riconducibile a carenze organizzative sistemiche nella gestione della sicurezza.

Riferimenti normativi

Fonti normative

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