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Osservatorio · Industria Cartaria e Cellulosa

Sicurezza nell'Industria Cartaria Italiana

Il settore cartario italiano (ATECO 17) combina rischi meccanici ad alta energia, esposizione prolungata a rumore intenso e manipolazione di agenti chimici pericolosi. Analisi INAIL indicativa degli infortuni, delle malattie professionali prevalenti e delle misure di prevenzione prioritarie per cartiere, cartotecniche e stabilimenti di stampa.

~50.000addetti stimati nel settore cartario italiano (ATECO 17)90-110 dBlivelli di rumore tipici negli impianti di produzione cartafino 800 kgpeso delle bobine di carta movimentate in cartieraATECO 17classificazione settore: fabbricazione carta, cartone e prodotti derivati
Risposta rapida

Il settore cartario italiano, classificato ATECO 17 (fabbricazione di carta e di prodotti di carta), conta circa 50.000 addetti distribuiti in cartiere, cartotecniche e stabilimenti di stampa correlati. Il profilo di rischio e caratterizzato da macchinari ad alto rischio meccanico (bobine rotanti, presse continue, cilindri essiccatori), esposizione a rumore intenso (valori tipici 90-110 dB negli impianti di produzione), agenti chimici per il trattamento della cellulosa (biossido di cloro, soda caustica, acidi), e rischio incendio per la presenza combinata di carta, cartone e solventi. La normativa applicabile include il D.Lgs. 81/08, il Regolamento REACH (CE 1907/2006) e il CLP (CE 1272/2008) per la gestione degli agenti chimici.

Nota metodologica

I dati riportati sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dai Rapporti Annuali INAIL e dalla banca dati INAIL Open Data, filtrati per codici ATECO 17. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.

Il settore cartario italiano: profilo produttivo

La filiera cartaria italiana comprende la produzione di pasta di cellulosa (ATECO 17.11), la fabbricazione di carta e cartone (ATECO 17.12), la fabbricazione di carta e cartone ondulati e imballaggi (ATECO 17.21-17.22), la fabbricazione di prodotti per uso domestico, igienico e sanitario (ATECO 17.22), la fabbricazione di prodotti cartotecnici (ATECO 17.23-17.29) e le attivita di stampa e editoria correlate.

Le principali concentrazioni produttive si trovano nel distretto di Lucca (leader nella produzione di carta per uso igienico-sanitario), nel distretto di Fabriano(Ancona, tradizionalmente specializzato in carte pregiate e per ufficio) e nell'area di Mantovae della pianura padana (produzione di carta da imballaggio e cartone ondulato). Il settore conta, secondo stime di settore, oltre 400 stabilimenti produttivi attivi in Italia, con una dimensione media degli impianti superiore rispetto ad altri comparti manifatturieri, data l'intensita di capitale dei macchinari di produzione.

Sotto-compartoATECOPrincipali aree geograficheProfilo di rischio prevalente
Fabbricazione pasta di cellulosa17.11Lucca, MantovaChimico (cloro, soda), esplosione, calore
Fabbricazione carta e cartone17.12Lucca, FabrianoMeccanico, rumore elevato, MMC bobine
Imballaggi in carta e cartone17.21-17.22Pianura padana, Centro ItaliaMeccanico, incendio, movimentazione
Prodotti cartotecnici e igienico-sanitari17.22-17.29Lucca, Friuli Venezia GiuliaChimico (solventi, adesivi), polveri carta

Classificazione indicativa per macro-aree di rischio. Elaborazione su dati INAIL e fonti di settore.

Principali rischi lavorativi nell'industria cartaria

Il profilo di rischio dell'industria cartaria e tra i piu complessi nel comparto manifatturiero italiano, per la combinazione di rischi fisici, chimici e meccanici presenti contemporaneamente negli stessi ambienti di lavoro:

Dati INAIL indicativi sugli infortuni 2022-2024

Sulla base delle elaborazioni disponibili su dati INAIL relativi ai codici ATECO 17 (fabbricazione di carta e prodotti di carta), il settore cartario presenta un indice di frequenza infortunistica superiore alla media manifatturiera, con una concentrazione significativa di eventi nella fascia di gravita medio-alta. I seguenti dati sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza INAIL; non costituiscono dati certificati.

Tipologia infortunioCausa prevalenteGravita indicativaTendenza 2022-2024
Contatto con parti in movimentoMacchinari cartiera (cilindri, presse)Alta — frequente inabilita permanenteStabile con lieve miglioramento
Schiacciamento / caduta bobineMovimentazione bobine pesantiAlta — rischio lesioni graviIn diminuzione per sistemi meccanici
Ustioni e irritazioni chimicheContatto con acidi, soda caustica, vaporiMedia-altaIn lieve riduzione
Incendio / esplosioneSolventi, accumulo carta, guasti elettriciVariabile — potenzialmente molto altaStabile
Cadute a livello / scivolatePavimenti bagnati (processo carta), perditeMediaStabile

Tabella indicativa. Elaborazione su dati INAIL Banca Dati Statistica, ATECO 17. Non costituisce dato ufficiale certificato.

Gli infortuni mortali e gravi nel settore cartario sono storicamente correlati alle operazioni di manutenzione su macchine continue non adeguatamente in sicurezza (lock-out/tag-out assente o non applicato), alle operazioni di pulizia degli impianti con macchine in moto parziale, e agli incidenti durante la movimentazione di bobine di grande formato. La concentrazione degli eventi nelle fasi di cambio turno e nei momenti di perturbazione del processo produttivo (fermate e riavvii) e un elemento ricorrente nell'analisi delle cause radice degli incidenti gravi.

Malattie professionali prevalenti nel settore cartario

Le malattie professionali denunciate all'INAIL nel settore cartario presentano un quadro in linea con il profilo di rischio del comparto:

Ipoacusia da rumore

La malattia professionale piu frequentemente denunciata nel settore cartario. L'esposizione cronica a livelli sonori compresi tra 90 e 110 dB(A) produce una perdita uditiva neurosensoriale progressiva (NIHL — Noise-Induced Hearing Loss), che si sviluppa in genere dopo anni di esposizione senza adeguata protezione. La sorveglianza sanitaria con audiometria periodica e obbligatoria per i lavoratori esposti oltre 85 dB(A) (valore superiore di azione). L'ipoacusia da rumore professionale e tabellata nell'elenco INAIL delle malattie professionali.

Dermatiti da agenti chimici

Le dermatiti da contatto — sia irritative che allergiche — colpiscono gli addetti che manipolano agenti chimici per il trattamento della cellulosa (soda caustica, acidi, cloro) e, nella cartotecnica e nella stampa, solventi, inchiostri e adesivi. La diagnosi e spesso tardiva; il patch test e la sorveglianza dermatologica periodica sono raccomandati per i lavoratori con esposizione documentata ad agenti sensibilizzanti. La prevenzione primaria si basa sulla fornitura e sull'effettivo utilizzo di guanti resistenti agli specifici agenti chimici utilizzati.

Patologie muscolo-scheletriche

La movimentazione di bobine, risme e materiali pesanti, le posture incongrue durante le operazioni di manutenzione e i movimenti ripetitivi in alcuni reparti di cartotecnica determinano un'incidenza significativa di patologie muscolo-scheletriche: lombalgie, ernie discali, epicondiliti e sindrome del tunnel carpale. La valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (D.Lgs. 81/08, Titolo VI) e da movimenti ripetitivi (metodo OCRA o equivalente) e obbligatoria per i lavoratori esposti.

Patologie respiratorie da polveri e vapori

Le polveri di carta e cellulosa, i vapori di solventi organici (nella stampa e nella cartotecnica) e i gas di processo (cloro, biossido di cloro, formaldeide in alcuni processi) possono determinare patologie respiratorie croniche: bronchiti professionali, asma professionale, irritazioni delle mucose delle vie aeree superiori. La sorveglianza spirometrica periodica e raccomandata per i lavoratori con esposizione documentata. In alcuni processi produttivi puo essere presente anche esposizione a formaldeide, classificata come cancerogeno di categoria 1A.

Misure di prevenzione prioritarie per le cartiere

Le misure di prevenzione prioritarie per il settore cartario seguono la gerarchia prevista dal D.Lgs. 81/08 (art. 15): eliminazione del rischio alla fonte, riduzione tramite misure tecniche, organizzative e procedurali, e solo in ultima istanza utilizzo dei DPI:

Normativa applicabile al settore cartario

Il quadro normativo per la sicurezza sul lavoro nelle cartiere e negli stabilimenti di stampa e articolato su piu livelli: normativa generale di sicurezza, normativa specifica per gli agenti di rischio presenti, e normativa sulla gestione delle sostanze chimiche:

D.Lgs. 81/2008 — Testo Unico Sicurezza

La normativa quadro per la sicurezza sul lavoro si applica integralmente a tutti i datori di lavoro nel settore cartario, indipendentemente dalla dimensione aziendale. I titoli piu rilevanti per il comparto sono: Titolo VI (movimentazione manuale dei carichi — bobine, risme), Titolo VIII Capo II (rischio rumore), Titolo VIII Capo III (rischio vibrazioni), Titolo IX Capo I (agenti chimici pericolosi), Titolo IX Capo II (agenti cancerogeni e mutageni, per eventuali esposizioni a formaldeide), Titolo X (agenti biologici, dove applicabile). L'obbligo di DVR, nomina RSPP e sorveglianza sanitaria sono generali e non derogabili.

Regolamento REACH — CE 1907/2006

Il Regolamento REACH disciplina la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche. Per le cartiere che producono o utilizzano sostanze chimiche in quantita superiori a 1 tonnellata/anno, il REACH impone obblighi di registrazione presso l'ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche) e la comunicazione delle informazioni sulla sicurezza chimica nella catena di fornitura tramite schede di sicurezza (SDS) aggiornate. Gli utilizzatori a valle hanno l'obbligo di ricevere e applicare le indicazioni contenute nelle SDS e, se l'uso differisce da quello indicato, di comunicarlo al fornitore o effettuare una propria valutazione dell'esposizione chimica (CSR).

Regolamento CLP — CE 1272/2008

Il Regolamento CLP disciplina la classificazione, l'etichettatura e l'imballaggio delle sostanze e miscele chimiche pericolose. Per le cartiere, il CLP si applica a tutti gli agenti chimici utilizzati nel processo (cloro, soda caustica, acidi, solventi, inchiostri contenenti sostanze pericolose): l'etichettatura secondo il GHS/CLP deve essere presente su tutti i contenitori, i pittogrammi di pericolo devono essere correttamente interpretati dagli addetti (formazione obbligatoria), e le informazioni devono essere integrate nelle schede di rischio del DVR aziendale.

Normativa antincendio — D.M. 3 agosto 2015

Il Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015 e successive modifiche) si applica alle attivita soggette ai controlli di prevenzione incendi, inclusi gli stabilimenti cartari e tipografici oltre certe soglie dimensionali. Le attivita con depositi di carta superiori a 5.000 m³ di volume complessivo rientrano tra quelle soggette a Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) rilasciato dai Vigili del Fuoco. Il D.M. 10 marzo 1998 (rischio incendio nei luoghi di lavoro) si applica in via complementare per la valutazione del rischio incendio integrata nel DVR.

Tendenze 2025-2026: automazione, digitalizzazione e impatto sulla sicurezza

Il settore cartario italiano sta attraversando una fase di significativa trasformazione tecnologica, con investimenti crescenti in automazione e digitalizzazione che stanno modificando il profilo di rischio dei lavoratori:

Industria 4.0 e riduzione del rischio meccanico

L'introduzione di sistemi di controllo avanzati, sensori IoT e manutenzione predittiva sta riducendo la necessita di interventi manuali su macchinari in esercizio nelle cartiere piu moderne. I sistemi di supervisione remota consentono il monitoraggio continuo dei parametri critici senza accesso fisico ai reparti ad alta pericolosita. Tuttavia, la manutenzione preventiva e straordinaria sulle macchine fisiche rimane necessaria, e il rischio meccanico non si elimina con la sola digitalizzazione.

Nuovi rischi da sistemi automatizzati

L'automazione crescente introduce nuovi profili di rischio: interazione uomo-robot collaborativi (cobot) nella movimentazione bobine e nell'imballaggio, rischi da sistemi laser di rilevamento e misurazione, stress da monitoraggio continuo di sistemi complessi. La valutazione dei rischi introdotti da nuove tecnologie e un obbligo implicito del DVR (D.Lgs. 81/08 art. 28), che deve essere aggiornato ogni volta che si introducono modifiche significative al processo o alle attrezzature di lavoro.

Transizione verso processi a minore impatto chimico

La spinta verso processi produttivi piu sostenibili (certificazioni ambientali, riduzione utilizzo cloro, adozione di processi ECF — Elemental Chlorine Free — e TCF — Total Chlorine Free) sta riducendo strutturalmente l'esposizione agli agenti chimici piu pericolosi in alcune cartiere avanzate. La sostituzione del biossido di cloro con perossido di idrogeno in alcuni stadi di sbiancatura riduce il rischio chimico per inalazione, pur introducendo un diverso profilo di rischio (ossidante, irritante) che richiede una specifica valutazione nel DVR.

Aggiornamento del DVR dopo interventi di automazione

L'introduzione di nuovi macchinari automatizzati, sistemi robotici o modifiche significative al layout produttivo impone per legge l'aggiornamento del DVR prima dell'entrata in esercizio. La valutazione deve includere i nuovi rischi introdotti e la verifica dell'adeguatezza delle misure di prevenzione esistenti. Supportiamo le cartiere nell'aggiornamento del DVR a seguito di investimenti in automazione e nell'adeguamento della documentazione di sicurezza.

Approfondisci

Domande frequenti sulla sicurezza nell'industria cartariaFAQ

Le cartiere sono obbligate alla valutazione del rischio rumore per tutti i reparti?
Si. Il D.Lgs. 81/08, Titolo VIII, Capo II impone la valutazione del rischio da esposizione al rumore per tutti i lavoratori. Nelle cartiere, i livelli di pressione sonora negli impianti di produzione raggiungono comunemente valori compresi tra 90 e 110 dB(A), abbondantemente al di sopra del valore limite di esposizione di 87 dB(A) previsto dalla norma. La valutazione deve essere effettuata da personale qualificato con fonometro omologato, deve essere aggiornata ogni volta che cambiano le condizioni di lavoro e deve essere documentata nel DVR. Al superamento degli 85 dB(A) (valore superiore di azione) scattano l'obbligo di sorveglianza sanitaria con audiometria periodica e la fornitura obbligatoria di DPI uditivi adeguati.
Quali obblighi normativi si applicano all'uso del biossido di cloro nella sbiancatura della cellulosa?
Il biossido di cloro (ClO2) utilizzato nei processi di sbiancatura della cellulosa e classificato come sostanza pericolosa ai sensi del Regolamento CE 1272/2008 (CLP): e irritante per le vie respiratorie, la cute e gli occhi, e puo essere tossico per inalazione a concentrazioni elevate. Il suo utilizzo in cartiera richiede: scheda di dati di sicurezza (SDS) aggiornata secondo il Regolamento REACH (CE 1907/2006), valutazione del rischio chimico ai sensi del D.Lgs. 81/08 Titolo IX Capo I, rispetto dei valori limite di esposizione professionale (VLEP) fissati dal D.Lgs. 81/08 Allegato XXXVIII, sistemi di aspirazione e ventilazione adeguati, DPI per le vie respiratorie (almeno semimaschere con filtro combinato), formazione specifica degli addetti alla manipolazione.
Come si gestisce il rischio incendio nelle cartiere e negli stabilimenti di stampa?
Le cartiere e gli stabilimenti tipografici presentano un elevato carico di incendio per la presenza contemporanea di carta, cartone, solventi e inchiostri. La gestione del rischio incendio richiede: classificazione del rischio ai sensi del D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi) o delle norme specifiche per l'industria cartaria, valutazione del documento di valutazione del rischio incendio integrata nel DVR, sistemi di rilevazione automatica dell'incendio, impianti di spegnimento adeguati alla classe di fuoco prevalente, separazione dei depositi di carta e solventi dai locali di produzione, gestione sicura dei rifiuti infiammabili (ritagli di carta, stracci imbevuti di solvente), formazione antincendio per tutti i lavoratori con esercitazione periodica. Per gli stabilimenti oltre certe soglie dimensionali e obbligatoria la certificazione di prevenzione incendi (CPI) rilasciata dai Vigili del Fuoco.
La movimentazione manuale di bobine di carta fino a 800 kg richiede misure specifiche?
Si. La movimentazione di bobine di carta di grandi dimensioni non rientra nella movimentazione manuale dei carichi ai sensi del D.Lgs. 81/08 Titolo VI (che si riferisce a carichi sollevati manualmente), ma nel rischio meccanico e nel rischio da utilizzo di attrezzature di lavoro. Le bobine di grande formato vengono movimentate con sistemi meccanici dedicati (carriponte, trasportatori a rulli, portabobine). Il DVR deve valutare: rischio di schiacciamento in caso di ribaltamento delle bobine, rischio di lesioni durante le operazioni di avvio e fine bobina sulle macchine, formazione specifica degli addetti all'uso delle attrezzature di movimentazione (art. 73 D.Lgs. 81/08 e Accordo Stato-Regioni per carroponte e carrelli elevatori), manutenzione periodica documentata delle attrezzature di sollevamento.

Fonti normative

  • INAIL — Banca Dati Statistica, infortuni per settore ATECO 17
  • INAIL — Rapporto Annuale 2025
  • INAIL Open Data — open.inail.it
  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico Sicurezza sul Lavoro)
  • Regolamento CE 1907/2006 (REACH)
  • Regolamento CE 1272/2008 (CLP)
  • D.M. 3 agosto 2015 — Codice di Prevenzione Incendi
  • D.M. 10 marzo 1998 — Criteri generali di sicurezza antincendio
  • Direttiva Macchine 2006/42/CE, recepita con D.Lgs. 17/2010

Hai bisogno di supporto per la sicurezza nella tua cartiera o cartotecnica?

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