L'analisi Bow-Tie (diagramma a farfalla o a cravatta) è un metodo visuale di valutazione del rischio che rappresenta graficamente le cause potenziali (minacce) di un evento critico, l'evento stesso (Top Event), le conseguenze e le barriere di sicurezza che si frappongono tra le cause e il Top Event (barriere preventive, lato sinistro) e tra il Top Event e le conseguenze (barriere mitigative, lato destro). Nato nell'industria petrolifera e nell'aviazione negli anni '70 e formalizzato da DNV (Det Norske Veritas), è oggi disciplinato dalla norma IEC/ISO 31010 come tecnica di risk assessment ed è applicato in molti settori — chimica, energia, costruzioni, sanità — per integrare la valutazione dei rischi ex D.Lgs. 81/08.
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Struttura del diagramma Bow-Tie: i 5 elementi fondamentali
Il diagramma Bow-Tie prende il nome dalla sua forma: due triangoli uniti per il vertice centrale, che ricordano appunto una farfalla o una cravatta a farfalla. La struttura si articola in cinque elementi principali, ciascuno con un ruolo preciso nell'analisi del rischio.
Il primo elemento è il Pericolo (Hazard): la fonte di energia o di sostanza con il potenziale intrinseco di causare danni. Negli impianti petroliferi può essere il gas naturale in pressione; in un cantiere edile, il lavoro in quota; in un'industria chimica, un agente tossico stoccato in serbatoio. Il pericolo non produce danni finché rimane sotto controllo.
Il secondo elemento è il Top Event: l'evento critico che rappresenta il momento in cui si perde il controllo del pericolo. Non è ancora la conseguenza finale, ma il punto di svolta che può portarvi. Esempi tipici: perdita di contenimento di un gas infiammabile, caduta di una persona dall'alto, rilascio di una sostanza tossica in atmosfera, guasto a un sistema di protezione. Il Top Event è il nodo centrale del diagramma ed è scelto con cura perché da esso dipende l'intera struttura dell'analisi.
Il terzo elemento, sul lato sinistro del diagramma, sono le Minacce (Threats): le cause o i modi di guasto che possono produrre il Top Event. Possono essere di natura tecnica (corrosione di una tubazione, guasto di una valvola), organizzativa (errore di procedura, mancata manutenzione) o umana (errore dell'operatore, violazione di una norma). Ogni minaccia è collegata al Top Event da una freccia, e tra di esse può esistere il fattore di escalation (Escalation Factor): una condizione che aumenta la probabilità che una minaccia superi una barriera preventiva (es. carenze manutentive, pressioni organizzative, clima sfavorevole).
Il quarto elemento, sul lato destro, sono le Conseguenze: gli esiti negativi che si possono verificare a partire dal Top Event se non vengono attuate misure di mitigazione. Una singola perdita di contenimento può avere conseguenze diverse — incendio, esplosione, intossicazione, inquinamento del suolo — a seconda delle circostanze. Ogni percorso dal Top Event a una conseguenza rappresenta uno scenario di rischio distinto.
Il quinto elemento — e il cuore operativo del Bow-Tie — sono le Barriere. Le barriere preventive(prevention barriers, lato sinistro) si frappongono tra ogni minaccia e il Top Event: riducono la probabilità che la minaccia produca l'evento critico. Le barriere mitigative(recovery measures o mitigation barriers, lato destro) agiscono tra il Top Event e le conseguenze: limitano la gravità delle conseguenze una volta che l'evento critico si è verificato. Esempi di barriere preventive: sistemi di rilevazione automatica delle perdite, procedure operative standard (SOP), sistemi di blocco automatico (interlock). Esempi di barriere mitigative: piani di emergenza e evacuazione, sistemi di spegnimento automatico (sprinkler), dispositivi di protezione individuale (DPI di terza categoria).
Per ciascuna barriera è possibile specificare gli Escalation Factorsche ne riducono l'efficacia (es. mancata manutenzione di un rilevatore, DPI non indossati) e le corrispondentimisure di controllo degli Escalation Factors(es. piano di manutenzione programmata, sorveglianza dell'uso dei DPI). Questo livello di dettaglio rende il Bow-Tie uno strumento non solo di analisi ma anche di gestione operativa del rischio e di comunicazione con i lavoratori.
Bow-Tie vs Fault Tree Analysis (FTA) e Event Tree Analysis (ETA): differenze e complementarità
Per comprendere il valore del Bow-Tie è utile collocarlo nel panorama delle tecniche di analisi del rischio, in particolare rispetto ai metodi che da esso derivano: la Fault Tree Analysis (FTA) e la Event Tree Analysis (ETA).
La Fault Tree Analysis (FTA) è un metodo top-downche parte dall'evento indesiderato (il guasto del sistema, l'incidente) e ne ricerca le cause attraverso una struttura logica ad albero di porte AND e OR. È un metodo rigorosamente quantitativo: se si conoscono le probabilità di accadimento dei guasti elementari (i cosiddetti eventi base), è possibile calcolare la probabilità del Top Event con il calcolo delle probabilità composte. L'FTA analizza però solo la partesinistradel Bow-Tie: le cause che portano all'evento critico.
La Event Tree Analysis (ETA)è speculare: parte dall'evento iniziatore (che corrisponde al Top Event del Bow-Tie) e analizza bottom-uple possibili sequenze di eventi successivi e le loro conseguenze, tenendo conto della presenza o meno di sistemi di sicurezza. Ogni ramo dell'albero degli eventi rappresenta uno scenario diverso con una probabilità di accadimento calcolabile. L'ETA copre la parte destra del Bow-Tie.
Il Bow-Tie combina concettualmente entrambe le prospettive in un unico diagramma visuale, offrendo una visione integrata di cause, evento critico e conseguenze. Questo lo rende particolarmente efficace per la comunicazione e la formazione: un diagramma Bow-Tie è immediatamente comprensibile anche a chi non ha competenze di analisi probabilistica, ed è quindi uno strumento potente per trasmettere ai lavoratori la logica delle barriere di sicurezza — perché esistono, cosa proteggono e cosa succede se non vengono rispettate.
Il principale limite del Bow-Tierispetto a FTA ed ETA è la minore precisione quantitativa: il Bow-Tie non produce direttamente calcoli di probabilità. Le barriere sono rappresentate come presenti o assenti, ma la loro efficacia non è quantificata in modo rigoroso come nella Layer of Protection Analysis (LOPA, che utilizza il concetto di Probability of Failure on Demand — PFD). Per impianti soggetti a requisiti normativi che richiedono la dimostrazione quantitativa dell'adeguatezza delle barriere (es. impianti Seveso), il Bow-Tie è tipicamente utilizzato come strumento di supporto e comunicazione accanto a metodi più rigorosi come FTA, ETA e LOPA.
Applicazione del Bow-Tie nella valutazione dei rischi ex D.Lgs. 81/08
Nel contesto della normativa italiana sulla sicurezza sul lavoro, il Bow-Tie non è uno strumento obbligatorio per legge, ma può essere integrato con efficacia nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) previsto dall'art. 28 D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, in particolare per scenari di rischio complessi o ad alta severità.
In industria chimica e petrolchimica, soprattutto negli stabilimenti soggetti al D.Lgs. 26 giugno 2015 n. 105 (Seveso III), il Bow-Tie è ampiamente utilizzato per la redazione del Rapporto di Sicurezza (RS) e per la gestione delle barriere di sicurezza nei sistemi di gestione della sicurezza (SGS-PIR). Le autorità competenti (VVF, Regioni, ISPRA) riconoscono il Bow-Tie come strumento di rappresentazione degli scenari incidentali.
Per gli impianti in zona ATEX(atmosfere potenzialmente esplosive), soggetti al D.Lgs. 17 agosto 1999 n. 294 e alla Direttiva 2014/34/UE, il Bow-Tie può essere utilizzato per analizzare gli scenari di formazione di atmosfere esplosive: le minacce (perdite, sorgenti di accensione), le barriere preventive (ventilazione, sistemi di rilevazione dei gas) e le barriere mitigative (sistemi di esplosione protetta, impianti di soppressione dell'esplosione).
Nei cantieri edili, in particolare per i lavori in quota (Titolo IV D.Lgs. 81/08), il Bow-Tie può rappresentare efficacemente lo scenario "caduta dall'alto": minacce (perdita di equilibrio, cedimento del ponteggio, mancato uso del DPI anticaduta), Top Event (caduta), barriere preventive (parapetti, reti di sicurezza, DPI anticaduta), conseguenze (infortunio grave, morte) e barriere mitigative (piano di primo soccorso, squadra di emergenza).
In relazione all'ISO 45001:2018 — il principale standard internazionale per i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro — il Bow-Tie si inserisce naturalmente nel quadro del risk-based thinkingrichiesto dalla norma. Il clausolo 6.1 dell'ISO 45001 richiede che l'organizzazione identifichi i pericoli, valuti i rischi e le opportunità e pianifichi le azioni per affrontarli. Il Bow-Tie fornisce una rappresentazione strutturata e visuale di questo processo, facilmente integrabile nella documentazione del sistema di gestione.
Sul piano degli strumenti informatici, il Bow-Tie richiede software dedicati per la gestione di analisi complesse con molte barriere e connessioni. I principali software disponibili sul mercato sono BowTieXP (sviluppato da CGE Risk Management Solutions, oggi parte di DNV) e BowTiePro(Cura Software). Entrambi consentono di costruire diagrammi Bow-Tie strutturati, collegare le barriere ai controlli operativi, monitorare l'efficacia delle barriere nel tempo e generare report per audit e ispezioni. Per analisi semplici, il Bow-Tie può essere costruito anche con strumenti di disegno vettoriale o fogli di calcolo, ma la gestione della complessità diventa rapidamente problematica senza un supporto software dedicato.
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Domande frequentiFAQ
Il metodo Bow-Tie è obbligatorio per legge in Italia o è uno strumento volontario?
Come si identifica il 'Top Event' in un'analisi Bow-Tie per la sicurezza sul lavoro?
Le barriere del Bow-Tie devono essere fisiche o possono essere anche procedurali/organizzative?
Il Bow-Tie si può usare anche per rischi diversi da quello industriale, ad esempio per lo stress lavoro-correlato?
Qual è il vantaggio del Bow-Tie rispetto ad altri metodi di risk assessment come la matrice rischio-probabilità?
Fonti normative
- IEC/ISO 31010:2019 — Risk management: Risk assessment techniques (include Bow-Tie come tecnica riconosciuta)
- D.Lgs. 26 giugno 2015 n. 105 (Seveso III) — Attuazione Direttiva 2012/18/UE sui rischi di incidente rilevante
- CCPS (Center for Chemical Process Safety) — Layer of Protection Analysis (LOPA), complementare al Bow-Tie
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, art. 28 — Oggetto della valutazione dei rischi
- ISO 45001:2018 — Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro: risk-based thinking (clausolo 6.1)
- DNV — Bow-Tie methodology: principale sviluppatore del metodo nel contesto oil&gas e sicurezza industriale
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