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Analisi bow-tie

Un diagramma che mostra, per un solo evento critico, cosa può causarlo, cosa può derivarne e quali barriere lo impediscono o ne limitano i danni.

Risposta rapida

L’analisi bow-tie (a «farfallino») rappresenta un singolo evento critico — la perdita di controllo di un pericolo, ad esempio il rilascio di ammoniaca da un impianto frigorifero — al centro di un diagramma. A sinistra stanno le minacce che possono provocarlo e le barriere preventive; a destra le conseguenze e le barriere di mitigazione. È descritta tra le tecniche della norma IEC 31010 ed è utile per spiegare in modo leggibile a tecnici, preposti e lavoratori come è controllato un rischio rilevante.

Gli elementi del diagramma

  • Pericolo: la sorgente di danno (sostanza, energia, attività).
  • Evento critico (top event): il momento in cui si perde il controllo del pericolo.
  • Minacce: le cause che possono portare all’evento (guasto, errore, corrosione, urto).
  • Barriere preventive: impediscono che una minaccia produca l’evento (manutenzione, interblocchi, procedure).
  • Conseguenze: gli esiti possibili (intossicazione, incendio, danno ambientale).
  • Barriere di mitigazione: limitano il danno (rilevatori, ventilazione di emergenza, DPI, piano di emergenza).
  • Fattori di degrado: ciò che può rendere inefficace una barriera (manutenzione saltata, sensore escluso, personale non addestrato) e le relative contromisure.

Come costruirlo

  1. Scegliere un evento critico rilevante emerso dalla valutazione dei rischi.
  2. Elencare minacce e conseguenze con chi conosce l’impianto (manutentori, operatori, RSPP).
  3. Per ogni ramo, indicare solo barriere reali, indipendenti e verificabili, con un responsabile.
  4. Individuare i fattori di degrado e collegarli a controlli periodici.
  5. Riportare nel DVR le barriere critiche e i controlli che le mantengono efficaci.

Limiti

Il bow-tie è qualitativo: non stima la probabilità dell’evento. Quando serve una valutazione numerica si combina con l’albero dei guasti, l’albero degli eventi o la LOPA. Un errore frequente è inserire come «barriere» elementi che non fermano nulla da soli, come la generica «formazione» o la «cartellonistica».

Fonti normative

Altre tecniche di analisi

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