Risposta rapida
Gli impianti di messa a terra e di protezione dalle scariche atmosferiche vanno verificati ogni 5 anni, o ogni 2 in cantieri, locali medici e ambienti a maggior rischio di incendio; quelli nei luoghi con pericolo di esplosione ogni 2 anni. Il datore di lavoro sceglie tra ASL/ARPA e organismi abilitati.
Riferimenti: DPR 22 ottobre 2001, n. 462; D.Lgs. 81/2008, artt. 80 e 86.
Domande frequenti sulle verifiche degli impianti elettriciFAQ
Quali impianti sono soggetti a verifica periodica obbligatoria?
Il DPR 462/2001 riguarda, nei luoghi in cui operano lavoratori, gli impianti di messa a terra, i dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche e gli impianti elettrici installati in luoghi con pericolo di esplosione. Non è una verifica dell’intero impianto elettrico: la manutenzione e i controlli del resto dell’impianto restano un obbligo del datore di lavoro secondo l’art. 86 del D.Lgs. 81/2008 e le norme CEI.
Ogni quanto vanno fatte le verifiche?
Per la messa a terra e i dispositivi contro le scariche atmosferiche: ogni 2 anni nei cantieri, nei locali adibiti a uso medico e negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio; ogni 5 anni negli altri casi (art. 4 del DPR 462/2001). Per gli impianti nei luoghi con pericolo di esplosione: ogni 2 anni (art. 6). La scadenza decorre dalla data di messa in esercizio o dall’ultima verifica.
Chi esegue le verifiche?
Il datore di lavoro sceglie liberamente tra l’ASL/ARPA competente e un organismo abilitato dal Ministero delle Imprese e del made in Italy, iscritto nell’elenco ministeriale. Il verificatore non può essere l’impresa che ha installato o che manutiene l’impianto. L’attività è a pagamento secondo le tariffe applicabili.
Cosa bisogna fare alla messa in servizio di un nuovo impianto?
La dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore equivale a omologazione dell’impianto. Il datore di lavoro, entro 30 giorni dalla messa in esercizio, la trasmette all’INAIL tramite il servizio telematico CIVA, che assegna un codice all’impianto (art. 2 del DPR 462/2001). Da quella data decorre la prima scadenza della verifica periodica.
Quando serve una verifica straordinaria?
In caso di esito negativo della verifica periodica, di modifica sostanziale dell’impianto o su richiesta motivata del datore di lavoro (art. 7). Una modifica sostanziale richiede anche una nuova dichiarazione di conformità da trasmettere.
Cosa deve conservare il datore di lavoro?
La dichiarazione di conformità con gli allegati, la ricevuta della trasmissione, i verbali delle verifiche periodiche e straordinarie, la documentazione degli interventi di manutenzione. I verbali vanno esibiti agli organi di vigilanza. È utile tenere uno scadenzario per non superare i termini.
Gli impianti fotovoltaici aziendali sono inclusi?
L’impianto fotovoltaico non è oggetto in quanto tale del DPR 462/2001, ma le sue masse sono collegate all’impianto di terra dell’edificio, che è soggetto a verifica; inoltre l’impianto può incidere sulla valutazione del rischio di fulminazione e, per la prevenzione incendi, sulle indicazioni dei Vigili del fuoco. Manutenzione e controlli seguono le norme CEI specifiche.
Fonti normative
- DPR 22 ottobre 2001, n. 462 — Verifiche degli impianti di messa a terra e di protezione dalle scariche
- D.Lgs. 81/2008, art. 86 — Verifiche e controlli
- INAIL — Servizio telematico CIVA per la trasmissione delle dichiarazioni di conformità
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