Risposta rapida
Ai volontari si applica l’art. 21 del D.Lgs. 81/2008, come ai lavoratori autonomi (art. 3, comma 12-bis). L’associazione che ha dipendenti o collaboratori, comprese le ASD con lavoratori sportivi, è invece datore di lavoro con tutti gli obblighi, a partire dal DVR.
Riferimenti: D.Lgs. 81/2008, artt. 3, comma 12-bis, e 21; D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo settore), art. 18; D.Lgs. 36/2021, art. 33; DM 13 aprile 2011.
Domande frequenti su volontari e associazioniFAQ
Il D.Lgs. 81/2008 si applica ai volontari?
Sì, ma in forma ridotta. L’art. 3, comma 12-bis, prevede che ai volontari delle organizzazioni di volontariato, a quelli che svolgono servizio civile, ai volontari delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni sportive dilettantistiche si applichino le disposizioni dell’art. 21, cioè quelle previste per i lavoratori autonomi: usare attrezzature conformi e DPI adeguati, con facoltà di sorveglianza sanitaria e formazione.
L’associazione deve fare il DVR?
Se ha lavoratori (dipendenti o soggetti equiparati, come collaboratori che operano nei suoi luoghi di lavoro), sì: per quei lavoratori è datore di lavoro a tutti gli effetti e ha tutti gli obblighi, a partire dalla valutazione dei rischi. Se opera solo con volontari, il DVR in senso stretto non è dovuto, ma l’associazione deve comunque organizzare le attività in sicurezza e informare i volontari sui rischi, e risponde civilmente e penalmente dei danni causati da omissioni.
Cosa cambia se il volontario opera presso un’azienda o un ente?
Se il volontario svolge la propria attività nell’ambito di un’organizzazione di un datore di lavoro (per esempio un ospedale, una RSA, una scuola), questo deve fornirgli dettagliate informazioni sui rischi specifici dell’ambiente e sulle misure di prevenzione ed emergenza, e adottare le misure per eliminare o ridurre i rischi da interferenza tra l’attività del volontario e quella dei lavoratori (art. 3, comma 12-bis).
I volontari della protezione civile hanno regole specifiche?
Sì. Per il volontariato di protezione civile, della Croce Rossa, del soccorso alpino e dei vigili del fuoco l’art. 3, comma 3-bis, rinvia a decreti specifici (DM 13 aprile 2011 e successivo decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile), che prevedono formazione, addestramento, controllo sanitario e DPI in relazione agli scenari di intervento.
Le associazioni sportive dilettantistiche sono datori di lavoro?
Lo sono verso i lavoratori sportivi e il personale retribuito. Dopo la riforma del D.Lgs. 36/2021, istruttori, allenatori e altri lavoratori sportivi sono inquadrati come dipendenti, collaboratori coordinati e continuativi o autonomi, e l’art. 33 del decreto rinvia alle norme di salute e sicurezza in quanto compatibili con le modalità della prestazione. L’ASD deve quindi valutare i rischi per chi lavora per lei; gli atleti tesserati, in quanto tali, non sono lavoratori.
I volontari vanno assicurati?
Gli enti del Terzo settore che si avvalgono di volontari devono assicurarli contro infortuni e malattie connessi all’attività di volontariato e per la responsabilità civile verso terzi (art. 18 del D.Lgs. 117/2017). Non si tratta dell’assicurazione INAIL, che riguarda i lavoratori, salvo i casi specifici previsti da norme particolari.
Chi è responsabile della sicurezza nell’associazione?
Il legale rappresentante o chi ha i poteri di gestione e organizzazione delle attività. Nei confronti dei lavoratori è il datore di lavoro ai sensi dell’art. 2; nei confronti dei volontari deve comunque organizzare le attività in modo da non esporli a rischi evitabili, fornire informazioni, attrezzature e, quando servono, DPI adeguati.
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