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FAQ Sicurezza Volontari OdV — Obblighi D.Lgs. 81/08 per Associazioni

Risposte alle domande più frequenti sulla sicurezza sul lavoro per organizzazioni di volontariato (OdV), associazioni ETS, protezione civile, Croce Rossa e ONLUS: applicabilità del D.Lgs. 81/08, obbligo di DVR, formazione dei volontari, responsabilità del datore di lavoro e copertura INAIL ai sensi del D.Lgs. 117/2017.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Il D.Lgs. 81/08 si applica alle organizzazioni di volontariato con le specificità dell'art. 3 co. 12-bis e del D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore, art. 18): i volontari devono essere tutelati contro i rischi specifici dell'attività svolta, formati adeguatamente e assicurati contro gli infortuni. Il DVR è obbligatorio in presenza di lavoratori dipendenti. Ti aiutiamo a valutare gli obblighi della tua associazione e a strutturare un sistema di gestione della sicurezza adeguato alla realtà del volontariato.

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Queste FAQ raccolgono i dubbi più comuni di presidenti, responsabili e referenti sicurezza di associazioni di volontariato, OdV, ETS, gruppi di protezione civile e Croce Rossa in merito agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08 e dal D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore).

Domande frequenti sulla sicurezza nelle organizzazioni di volontariatoFAQ

Il D.Lgs. 81/08 si applica ai volontari delle associazioni di volontariato?
Sì, il D.Lgs. 81/08 si applica anche alle organizzazioni di volontariato (OdV), sebbene con alcune specificità normative. L'art. 3 co. 12-bis prevede che ai volontari delle OdV siano applicate misure di tutela della salute e sicurezza equiparate a quelle dei lavoratori dipendenti, adeguate alla natura dell'attività svolta. Il D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore), all'art. 18, rafforza questo quadro imponendo alle OdV iscritte al RUNTS di assicurare i propri volontari contro gli infortuni e le malattie professionali. L'obbligo di redigere il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) scatta pienamente in presenza di almeno un lavoratore dipendente o equiparato; in assenza di dipendenti, le OdV devono comunque adottare le misure di tutela previste dall'art. 3 co. 12-bis, anche in forma semplificata. Il legale rappresentante dell'associazione assume la responsabilità di datore di lavoro ai sensi del decreto.
Un'associazione di volontariato deve redigere il DVR?
L'obbligo di redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) ex art. 28 D.Lgs. 81/08 dipende dalla presenza o meno di lavoratori dipendenti o equiparati all'interno dell'associazione. Se l'OdV ha anche un solo dipendente, collaboratore coordinato o lavoratore autonomo assimilabile, il DVR è obbligatorio in forma completa. Per le associazioni composte esclusivamente da volontari senza rapporti di lavoro subordinato, si applicano le misure di tutela semplificate previste dall'art. 3 co. 12-bis D.Lgs. 81/08, senza obbligo formale di DVR nella sua forma integrale, ma con l'obbligo di identificare e gestire i rischi specifici dell'attività svolta (es. trasporto in ambulanza, assistenza a persone, uso di attrezzature). È comunque fortemente consigliato redigere un documento equivalente di valutazione dei rischi anche per le OdV senza dipendenti, sia per tutelare i volontari sia per dimostrare la diligenza del legale rappresentante in caso di infortuni.
I volontari devono fare la formazione sulla sicurezza?
Sì, anche i volontari hanno diritto — e il responsabile dell'OdV ha il correlato obbligo — di ricevere una formazione adeguata sui rischi specifici connessi alle attività svolte dall'associazione. L'art. 3 co. 12-bis D.Lgs. 81/08 richiama espressamente l'applicazione delle misure di tutela, tra le quali rientrano informazione, formazione e addestramento ai sensi degli artt. 36 e 37 del medesimo decreto. I contenuti formativi devono essere calibrati sulle attività realmente svolte: movimentazione manuale di persone (barelle, carrozzine), guida di ambulanze o veicoli di emergenza, uso di defibrillatori e attrezzature di primo soccorso, gestione di sostanze pericolose nelle attività di protezione ambientale. Per i volontari impiegati in emergenze (alluvioni, incendi, terremoti) la formazione deve comprendere anche i rischi specifici dello scenario operativo. La mancata formazione espone il legale rappresentante a responsabilità penale in caso di infortuni.
Chi è il datore di lavoro in un'associazione di volontariato?
Nelle associazioni di volontariato, il datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 è il presidente o il legale rappresentante dell'ente, in quanto soggetto titolare dei poteri di organizzazione, gestione e controllo dell'associazione, nonché responsabile dell'indirizzo dell'attività. Questa identificazione è coerente con la definizione di datore di lavoro contenuta nell'art. 2 co. 1 lett. b) D.Lgs. 81/08. Il presidente può delegare le proprie funzioni in materia di sicurezza a un soggetto interno all'associazione dotato di competenza, poteri e risorse adeguate, mediante delega formale redatta ai sensi dell'art. 16 D.Lgs. 81/08. La delega deve essere specifica, accettata per iscritto dal delegato e non esime completamente il presidente dalla vigilanza sull'effettivo esercizio della delega. È fondamentale che il legale rappresentante nominato nel registro delle OdV (RUNTS) sia consapevole di assumere automaticamente gli obblighi del datore di lavoro ai sensi della normativa sulla sicurezza.
I volontari della Protezione Civile sono tutelati dal D.Lgs. 81/08?
Sì, i volontari della Protezione Civile godono di una tutela specifica nell'ambito della normativa sulla sicurezza sul lavoro. L'art. 3 co. 3-ter D.Lgs. 81/08, introdotto dal D.Lgs. 81/2008 e successive modificazioni, prevede l'applicazione alle attività di protezione civile delle disposizioni del decreto in quanto compatibili con le particolari esigenze delle operazioni di emergenza. Il D.P.R. 194/2001 (Regolamento recante norme concernenti la partecipazione delle organizzazioni di volontariato nelle attività di protezione civile) disciplina ulteriormente le condizioni di impiego dei volontari nelle emergenze, prevedendo specifiche coperture assicurative INAIL. In sede di intervento in emergenza, le misure di sicurezza standard possono essere adattate alla situazione contingente, ma il coordinatore delle operazioni è comunque tenuto ad adottare tutte le precauzioni ragionevolmente praticabili per la tutela dei volontari impiegati, anche in scenari ad elevato rischio.
L'INAIL copre i volontari in caso di infortunio?
Sì, i volontari delle organizzazioni di volontariato iscritte al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) beneficiano della copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali. L'art. 18 co. 1 lett. c) del D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore) impone agli enti del Terzo Settore che si avvalgono di volontari di assicurarli contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell'attività volontaria, nonché per la responsabilità civile verso i terzi. La polizza può essere stipulata direttamente con l'INAIL o con compagnie private che offrano garanzie equivalenti. In assenza di copertura assicurativa, l'associazione e il suo legale rappresentante rispondono direttamente dei danni subiti dal volontario infortunato. È importante che le associazioni verificino che la polizza copra tutte le attività effettivamente svolte dai volontari, incluse quelle ad alto rischio come il trasporto di emergenza o le attività in quota.
Quali sono le sanzioni per un'associazione che non rispetta il D.Lgs. 81/08?
Le sanzioni per la violazione del D.Lgs. 81/08 si applicano al legale rappresentante dell'associazione in qualità di datore di lavoro, ai sensi degli artt. 55 e seguenti del decreto. Le pene variano in funzione della gravità della violazione: per la mancata redazione o aggiornamento del DVR in presenza di lavoratori dipendenti, l'art. 55 co. 1 prevede l'arresto da tre a sei mesi o l'ammenda da 2.739 a 7.014 euro; per la mancata nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) o del medico competente quando dovuti, sono previste sanzioni analoghe. La mancata formazione dei lavoratori/volontari e la mancanza di sorveglianza sanitaria comportano ammende da 1.096 a 4.384 euro. In caso di infortuni gravi o mortali riconducibili a omissioni in materia di sicurezza, il legale rappresentante può rispondere penalmente ai sensi degli artt. 589 (omicidio colposo) e 590 (lesioni colpose) del codice penale, con aggravante per violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni.
Un'associazione sportiva dilettantistica (ASD) deve applicare il D.Lgs. 81/08?
Sì, le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) sono soggette al D.Lgs. 81/08 nella misura in cui abbiano lavoratori dipendenti, collaboratori o soggetti equiparati. In presenza di lavoratori, l'ASD è tenuta a redigere il DVR, nominare l'RSPP e adottare tutte le misure di prevenzione e protezione previste dal decreto. Per i soci che svolgono attività sportiva in forma volontaria e non retribuita, si applicano le tutele specifiche previste dall'art. 3 co. 12-bis D.Lgs. 81/08, analogamente alle OdV. Il D.Lgs. 36/2021 (Riforma dello sport) ha introdotto norme specifiche per i lavoratori sportivi: atleti, tecnici, direttori sportivi e altre figure retribuite sono inquadrati in rapporti di lavoro subordinato o autonomo con specifiche tutele previdenziali e assicurative. Per gli atleti dilettanti non remunerati, l'ASD deve garantire la copertura assicurativa per infortuni e responsabilità civile, come previsto dallo statuto del CONI e delle Federazioni sportive di riferimento.

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Domande frequentiFAQ

Il D.Lgs. 81/08 si applica ai volontari delle associazioni di volontariato?
Sì, il D.Lgs. 81/08 si applica anche alle organizzazioni di volontariato (OdV), sebbene con alcune specificità normative. L'art. 3 co. 12-bis prevede che ai volontari delle OdV siano applicate misure di tutela della salute e sicurezza equiparate a quelle dei lavoratori dipendenti, adeguate alla natura dell'attività svolta. Il D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore), all'art. 18, rafforza questo quadro imponendo alle OdV iscritte al RUNTS di assicurare i propri volontari contro gli infortuni e le malattie professionali. L'obbligo di redigere il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) scatta pienamente in presenza di almeno un lavoratore dipendente o equiparato; in assenza di dipendenti, le OdV devono comunque adottare le misure di tutela previste dall'art. 3 co. 12-bis, anche in forma semplificata. Il legale rappresentante dell'associazione assume la responsabilità di datore di lavoro ai sensi del decreto.
Un'associazione di volontariato deve redigere il DVR?
L'obbligo di redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) ex art. 28 D.Lgs. 81/08 dipende dalla presenza o meno di lavoratori dipendenti o equiparati all'interno dell'associazione. Se l'OdV ha anche un solo dipendente, collaboratore coordinato o lavoratore autonomo assimilabile, il DVR è obbligatorio in forma completa. Per le associazioni composte esclusivamente da volontari senza rapporti di lavoro subordinato, si applicano le misure di tutela semplificate previste dall'art. 3 co. 12-bis D.Lgs. 81/08, senza obbligo formale di DVR nella sua forma integrale, ma con l'obbligo di identificare e gestire i rischi specifici dell'attività svolta (es. trasporto in ambulanza, assistenza a persone, uso di attrezzature). È comunque fortemente consigliato redigere un documento equivalente di valutazione dei rischi anche per le OdV senza dipendenti, sia per tutelare i volontari sia per dimostrare la diligenza del legale rappresentante in caso di infortuni.
I volontari devono fare la formazione sulla sicurezza?
Sì, anche i volontari hanno diritto — e il responsabile dell'OdV ha il correlato obbligo — di ricevere una formazione adeguata sui rischi specifici connessi alle attività svolte dall'associazione. L'art. 3 co. 12-bis D.Lgs. 81/08 richiama espressamente l'applicazione delle misure di tutela, tra le quali rientrano informazione, formazione e addestramento ai sensi degli artt. 36 e 37 del medesimo decreto. I contenuti formativi devono essere calibrati sulle attività realmente svolte: movimentazione manuale di persone (barelle, carrozzine), guida di ambulanze o veicoli di emergenza, uso di defibrillatori e attrezzature di primo soccorso, gestione di sostanze pericolose nelle attività di protezione ambientale. Per i volontari impiegati in emergenze (alluvioni, incendi, terremoti) la formazione deve comprendere anche i rischi specifici dello scenario operativo. La mancata formazione espone il legale rappresentante a responsabilità penale in caso di infortuni.
Chi è il datore di lavoro in un'associazione di volontariato?
Nelle associazioni di volontariato, il datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 è il presidente o il legale rappresentante dell'ente, in quanto soggetto titolare dei poteri di organizzazione, gestione e controllo dell'associazione, nonché responsabile dell'indirizzo dell'attività. Questa identificazione è coerente con la definizione di datore di lavoro contenuta nell'art. 2 co. 1 lett. b) D.Lgs. 81/08. Il presidente può delegare le proprie funzioni in materia di sicurezza a un soggetto interno all'associazione dotato di competenza, poteri e risorse adeguate, mediante delega formale redatta ai sensi dell'art. 16 D.Lgs. 81/08. La delega deve essere specifica, accettata per iscritto dal delegato e non esime completamente il presidente dalla vigilanza sull'effettivo esercizio della delega. È fondamentale che il legale rappresentante nominato nel registro delle OdV (RUNTS) sia consapevole di assumere automaticamente gli obblighi del datore di lavoro ai sensi della normativa sulla sicurezza.
I volontari della Protezione Civile sono tutelati dal D.Lgs. 81/08?
Sì, i volontari della Protezione Civile godono di una tutela specifica nell'ambito della normativa sulla sicurezza sul lavoro. L'art. 3 co. 3-ter D.Lgs. 81/08, introdotto dal D.Lgs. 81/2008 e successive modificazioni, prevede l'applicazione alle attività di protezione civile delle disposizioni del decreto in quanto compatibili con le particolari esigenze delle operazioni di emergenza. Il D.P.R. 194/2001 (Regolamento recante norme concernenti la partecipazione delle organizzazioni di volontariato nelle attività di protezione civile) disciplina ulteriormente le condizioni di impiego dei volontari nelle emergenze, prevedendo specifiche coperture assicurative INAIL. In sede di intervento in emergenza, le misure di sicurezza standard possono essere adattate alla situazione contingente, ma il coordinatore delle operazioni è comunque tenuto ad adottare tutte le precauzioni ragionevolmente praticabili per la tutela dei volontari impiegati, anche in scenari ad elevato rischio.
L'INAIL copre i volontari in caso di infortunio?
Sì, i volontari delle organizzazioni di volontariato iscritte al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) beneficiano della copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali. L'art. 18 co. 1 lett. c) del D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore) impone agli enti del Terzo Settore che si avvalgono di volontari di assicurarli contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell'attività volontaria, nonché per la responsabilità civile verso i terzi. La polizza può essere stipulata direttamente con l'INAIL o con compagnie private che offrano garanzie equivalenti. In assenza di copertura assicurativa, l'associazione e il suo legale rappresentante rispondono direttamente dei danni subiti dal volontario infortunato. È importante che le associazioni verificino che la polizza copra tutte le attività effettivamente svolte dai volontari, incluse quelle ad alto rischio come il trasporto di emergenza o le attività in quota.
Quali sono le sanzioni per un'associazione che non rispetta il D.Lgs. 81/08?
Le sanzioni per la violazione del D.Lgs. 81/08 si applicano al legale rappresentante dell'associazione in qualità di datore di lavoro, ai sensi degli artt. 55 e seguenti del decreto. Le pene variano in funzione della gravità della violazione: per la mancata redazione o aggiornamento del DVR in presenza di lavoratori dipendenti, l'art. 55 co. 1 prevede l'arresto da tre a sei mesi o l'ammenda da 2.739 a 7.014 euro; per la mancata nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) o del medico competente quando dovuti, sono previste sanzioni analoghe. La mancata formazione dei lavoratori/volontari e la mancanza di sorveglianza sanitaria comportano ammende da 1.096 a 4.384 euro. In caso di infortuni gravi o mortali riconducibili a omissioni in materia di sicurezza, il legale rappresentante può rispondere penalmente ai sensi degli artt. 589 (omicidio colposo) e 590 (lesioni colpose) del codice penale, con aggravante per violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni.
Un'associazione sportiva dilettantistica (ASD) deve applicare il D.Lgs. 81/08?
Sì, le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) sono soggette al D.Lgs. 81/08 nella misura in cui abbiano lavoratori dipendenti, collaboratori o soggetti equiparati. In presenza di lavoratori, l'ASD è tenuta a redigere il DVR, nominare l'RSPP e adottare tutte le misure di prevenzione e protezione previste dal decreto. Per i soci che svolgono attività sportiva in forma volontaria e non retribuita, si applicano le tutele specifiche previste dall'art. 3 co. 12-bis D.Lgs. 81/08, analogamente alle OdV. Il D.Lgs. 36/2021 (Riforma dello sport) ha introdotto norme specifiche per i lavoratori sportivi: atleti, tecnici, direttori sportivi e altre figure retribuite sono inquadrati in rapporti di lavoro subordinato o autonomo con specifiche tutele previdenziali e assicurative. Per gli atleti dilettanti non remunerati, l'ASD deve garantire la copertura assicurativa per infortuni e responsabilità civile, come previsto dallo statuto del CONI e delle Federazioni sportive di riferimento.

Fonti normative

  • D.Lgs. 81/08 — Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro
  • Art. 3 co. 12-bis D.Lgs. 81/08 — Applicazione a volontari di OdV
  • Art. 3 co. 3-ter D.Lgs. 81/08 — Volontari di Protezione Civile
  • Art. 16 D.Lgs. 81/08 — Delega di funzioni
  • Art. 55 D.Lgs. 81/08 — Sanzioni a carico del datore di lavoro
  • D.Lgs. 117/2017 art. 18 — Codice del Terzo Settore: assicurazione volontari
  • D.P.R. 194/2001 — Volontari di protezione civile
  • D.Lgs. 36/2021 — Riforma dello sport: lavoratori sportivi e ASD

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