FAQ Sicurezza nelle Manifestazioni Sportive: Obblighi e Adempimenti
Risposte alle domande più frequenti sulla sicurezza nelle manifestazioni sportive: chi è il responsabile della sicurezza tra organizzatore e gestore dell'impianto, quando sono obbligatori gli steward, cosa deve contenere il piano di sicurezza, obblighi antincendio per stadi e palasport, primo soccorso con DAE, DVR per le ASD e distinzione tra medico sportivo e Medico Competente.
D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida
Le manifestazioni sportive comportano obblighi di sicurezza complessi che coinvolgono la normativa sul lavoro, la prevenzione incendi e la sicurezza pubblica. Supportiamo società sportive, organizzatori di eventi e gestori di impianti nella redazione del Piano di Sicurezza, negli adempimenti antincendio e nell'applicazione del D.Lgs. 81/08.
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Queste FAQ raccolgono i dubbi più frequenti di organizzatori di eventi sportivi, responsabili di impianti, ASD e SSD sulla sicurezza nelle manifestazioni sportive, con riferimento al D.Lgs. 81/08, alla L. 401/1989, al DM 18/03/1996 (impianti sportivi), al DM 08/08/2007 (steward) e al DM 388/2003 (primo soccorso).
Domande frequenti sulla sicurezza nelle manifestazioni sportiveFAQ
Chi è il responsabile della sicurezza in una manifestazione sportiva?
Nelle manifestazioni sportive occorre distinguere due piani di responsabilità che coesistono ma che rispondono a normative differenti: la sicurezza dei lavoratori e la sicurezza del pubblico. Sul piano della sicurezza dei lavoratori, il D.Lgs. 81/08 si applica integralmente: il soggetto che organizza l'evento è datore di lavoro dei propri dipendenti e dei collaboratori con contratto di lavoro, con obbligo di redazione del DVR, nomina del RSPP, sorveglianza sanitaria (ove dovuta) e formazione specifica. Quando più soggetti operano contemporaneamente nello stesso impianto (società sportiva, gestore dell'impianto, fornitori di servizi tecnici, catering, sicurezza privata), si applica la disciplina degli appalti ai sensi degli artt. 26 e seguenti del D.Lgs. 81/08: il committente deve promuovere la cooperazione e il coordinamento tra i datori di lavoro coinvolti, con redazione del DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza) se le attività si svolgono in modo non meramente occasionale. Sul piano della sicurezza del pubblico, la L. 401/1989 e il DM 18/03/1996 (Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi) definiscono un sistema di responsabilità specifico. Per gli impianti sportivi con capienza superiore a 100 spettatori, il gestore dell'impianto deve individuare il Responsabile della Sicurezza degli Impianti (RSI), figura che sovrintende alla sicurezza delle strutture, degli impianti tecnologici e delle vie di esodo. Il RSI non coincide necessariamente con il RSPP: le due figure rispondono a normative e finalità diverse. Per gli eventi con elevato affollamento, la sicurezza pubblica è garantita in coordinamento con la Questura e la Prefettura, che possono emanare prescrizioni specifiche in sede di riunione tecnica di coordinamento delle forze dell'ordine.
Quando è obbligatorio il servizio di steward nelle manifestazioni sportive?
L'obbligo di impiegare steward nelle manifestazioni sportive è disciplinato principalmente dal DM 08/08/2007 (Disposizioni per il personale addetto ai servizi di controllo nelle manifestazioni sportive), emanato ai sensi dell'art. 2-quater della L. 401/1989. Il DM 08/08/2007 ha introdotto la figura degli steward come personale ausiliario dell'attività di polizia nelle manifestazioni di calcio che si svolgono negli stadi. L'obbligo scatta specificamente per le gare dei campionati di Serie A e Serie B (e in determinati casi della Serie C) di calcio, nonché per le gare delle coppe nazionali ed europee che si disputano in impianti che ricadono nell'ambito applicativo del decreto. Per le manifestazioni sportive diverse dal calcio e per gli eventi con più di 5.000 spettatori, le questure possono prescrivere — in sede di riunione tecnica di coordinamento — il ricorso a servizi di ordine e sicurezza privata gestiti da istituti di vigilanza autorizzati, in funzione del profilo di rischio dell'evento. La formazione degli steward è requisito essenziale: il DM 08/08/2007 prevede un corso di formazione di almeno 8 ore, con attestato finale rilasciato da soggetti autorizzati dal Ministero dell'Interno. Gli steward hanno compiti di controllo dei biglietti e dei titoli di accesso, verifica dell'identità degli spettatori ai sensi dell'art. 1-sexies L. 401/1989, gestione dei flussi di afflusso e deflusso del pubblico, controllo del rispetto dei divieti (es. divieto di introdurre oggetti pericolosi, alcol, fumogeni) e assistenza al pubblico in caso di emergenza. Il coordinamento degli steward con le forze dell'ordine presenti avviene attraverso il Delegato per la Sicurezza nominato dall'organizzatore, in raccordo con il responsabile delle forze dell'ordine in servizio.
Cosa deve contenere il Piano di Sicurezza per manifestazioni sportive all'aperto?
Il Piano di Sicurezza per manifestazioni sportive all'aperto (eventi ciclisti, maratone, gare di motocross, prove automobilistiche, manifestazioni atletiche in circuito urbano, ecc.) deve rispondere alle Linee guida del Ministero dell'Interno per la gestione della sicurezza nelle manifestazioni pubbliche e alle eventuali disposizioni prefettizie e comunali specifiche per l'evento. I contenuti minimi del piano includono: descrizione dettagliata dell'evento (tipologia, percorso o area interessata, orari, numero stimato di partecipanti e spettatori, organizzatori e responsabili); analisi degli afflussi e dei deflussi del pubblico, con stima dei picchi di affollamento e delle criticità logistiche (accessi limitati, colli di bottiglia, zone a rischio calca); planimetria quotata dell'area con indicazione delle zone riservate al pubblico, delle aree tecniche, delle vie di esodo, degli accessi ai mezzi di soccorso e delle postazioni dei servizi di sicurezza; piano delle vie di fuga e delle procedure di evacuazione per le diverse tipologie di emergenza (incendio, maltempo, incidente, ordine pubblico), con indicazione dei punti di raccolta; organizzazione dei servizi di primo soccorso, con numero e qualifica del personale sanitario, posizionamento delle postazioni di pronto intervento e degli accessi per le ambulanze; piano antincendio con posizionamento dei presidi, formazione degli addetti e procedure di intervento; comunicazione con le autorità (Questura, Prefettura, Comune, 118, VVF) con recapiti di emergenza e catena di comando; sistema di comunicazione interna tra gli operatori di sicurezza (radio, telefoni, punti di contatto fissi). Il piano deve essere presentato alla Prefettura, al Comune e alla Questura competenti almeno 30 giorni prima dell'evento per manifestazioni di rilievo, o nei termini previsti dal regolamento locale per eventi minori. La riunione tecnica di coordinamento con le forze dell'ordine è il momento in cui vengono concordate le prescrizioni specifiche e le integrazioni al piano.
Il medico sportivo presente durante la gara svolge anche funzione di medico competente ai sensi del D.Lgs. 81/08?
No. Il medico sportivo presente durante la gara e il Medico Competente ai sensi del D.Lgs. 81/08 sono figure distinte, con competenze, obblighi e funzioni del tutto differenti che non possono essere sovrapposte. Il medico sportivo, la cui attività è disciplinata dalla L. 981/1974 e dai decreti ministeriali attuativi sull'attività sportiva agonistica, ha il compito di certificare l'idoneità sportiva degli atleti (visita medico-sportiva con ECG a riposo e sotto sforzo, spirometria e altri accertamenti in base alla disciplina sportiva) e di garantire l'assistenza medica agli atleti durante l'evento. La sua presenza a bordo campo durante le gare è prevista dai regolamenti federali (FIGC, CONI e singole federazioni di settore) principalmente a tutela della salute degli atleti partecipanti alla competizione. Il Medico Competente, ai sensi degli artt. 25 e 38 del D.Lgs. 81/08, è invece il professionista (medico specializzato in medicina del lavoro o con requisiti equivalenti previsti dalla legge) che collabora con il datore di lavoro per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, effettua la sorveglianza sanitaria preventiva e periodica, redige il protocollo sanitario, esprime giudizi di idoneità alla mansione specifica, visita i luoghi di lavoro e partecipa alla valutazione dei rischi. Per gli atleti professionisti — quelli titolari di un contratto di lavoro subordinato ai sensi della L. 91/1981 (sportivi professionisti) — la società sportiva è datore di lavoro e il D.Lgs. 81/08 si applica integralmente: la società è tenuta a nominare un Medico Competente distinto dal medico sportivo federale, che effettui la sorveglianza sanitaria in relazione ai rischi professionali (es. rischio da sovraccarico biomeccanico, rischi specifici della disciplina). Il medico sportivo può in teoria ricoprire entrambi i ruoli solo se in possesso dei requisiti di legge per la nomina a Medico Competente e se formalmente nominato in tale veste dal datore di lavoro con atto scritto.
Le società sportive dilettantistiche (ASD/SSD) devono avere il DVR?
Sì, con le precisazioni che seguono. Il D.Lgs. 81/08 si applica alle associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e alle società sportive dilettantistiche (SSD) nella misura in cui impiegano lavoratori ai sensi dell'art. 2 del D.Lgs. 81/08, che adotta una nozione ampia di lavoratore: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione. Sono quindi lavoratori ai fini del D.Lgs. 81/08 anche i collaboratori coordinati e continuativi, i tirocinanti, i lavoratori occasionali che superano le soglie di occasionalità, i soci lavoratori. Trainer, istruttori e personal trainer con contratto di lavoro subordinato o co.co.co. sono lavoratori a tutti gli effetti: la ASD o SSD che li impiega è datore di lavoro ed è obbligata a redigere il DVR, nominare il RSPP, effettuare la formazione, fornire i DPI necessari e attivare la sorveglianza sanitaria se sussistono rischi lavorativi che la impongono. I volontari iscritti al registro nazionale del volontariato — ove tenuto — godono di un regime parzialmente diverso ai sensi del D.Lgs. 117/2017: non sono lavoratori in senso pieno, ma l'ente è comunque tenuto ad assicurarli contro infortuni e a informarli sui rischi. La distinzione tra socio volontario e lavoratore è spesso oggetto di accertamento da parte dell'INPS e dell'Ispettorato del Lavoro: il rischio di riqualificazione del rapporto è concreto quando il volontario svolge attività sistematica e continuativa con orari predeterminati. In sintesi: una ASD/SSD che impiega anche un solo istruttore con contratto di lavoro — anche part-time — deve obbligatoriamente redigere il DVR, applicare il D.Lgs. 81/08 e soddisfare tutti gli adempimenti conseguenti.
Quali adempimenti antincendio servono per uno stadio o palasport?
Gli impianti sportivi con capienza superiore a 100 persone sono soggetti alla normativa specifica di prevenzione incendi contenuta nel DM 18/03/1996 (Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi), che rappresenta la norma tecnica di riferimento per stadi, palasport, piscine, campi di atletica e impianti similari aperti al pubblico. Il DM 18/03/1996 disciplina: le caratteristiche costruttive e strutturali degli impianti, le vie di esodo e le uscite di sicurezza (dimensionate in funzione dell'affollamento massimo previsto, con larghezza minima di 1,20 m per ogni unità di deflusso di 50 persone), i sistemi di rilevazione incendio e di allarme, i sistemi di estinzione (idranti, sprinkler per determinate tipologie di impianti), l'illuminazione di sicurezza, il sistema di diffusione sonora per le emergenze. Il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) — ora SCIA antincendio ai sensi del DM 07/08/2012 e del DPR 151/2011 — è obbligatorio per gli impianti sportivi con capienza superiore a 100 posti. Il rinnovo della conformità antincendio (verifica periodica) deve essere effettuato con cadenza quinquennale attraverso presentazione di nuova SCIA antincendio al Comando VVF competente. Sul piano organizzativo, il gestore dell'impianto deve: nominare un numero adeguato di addetti antincendio con formazione specifica (corso antincendio di rischio elevato di 16 ore, ai sensi del DM 02/09/2021 o del previgente DM 10/03/1998) in rapporto all'affollamento massimo; redigere il Piano di Emergenza ed Evacuazione e mantenerlo aggiornato; effettuare prove di evacuazione periodiche (almeno una all'anno per gli impianti con capienza superiore a 5.000 persone); garantire la compartimentazione antincendio tra le diverse zone dell'impianto (settori di pubblico, zona tecnica, depositi, locali tecnici) secondo le prescrizioni progettuali approvate dai VVF; assicurare il mantenimento delle vie di esodo sempre libere da ostacoli durante gli eventi.
Come si gestisce il primo soccorso in una manifestazione sportiva con più di 500 persone?
La gestione del primo soccorso in una manifestazione sportiva con più di 500 persone risponde a due livelli normativi distinti: la tutela dei lavoratori impiegati nell'organizzazione e la tutela del pubblico presente. Per i lavoratori, il riferimento normativo è il DM 388/2003 (Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale), che classifica le aziende in tre gruppi (A, B, C) in base al numero di lavoratori e al tipo di attività. Il datore di lavoro organizzatore deve designare gli addetti al primo soccorso, formarli secondo il programma previsto per il gruppo di appartenenza (minimo 16 ore per il gruppo A — attività a rischio elevato, 12 ore per i gruppi B e C), dotarli della cassetta di pronto soccorso con il contenuto minimo previsto dall'allegato 1 del DM 388/2003 e garantire la presenza di un numero adeguato di addetti durante lo svolgimento dell'evento. Per la tutela del pubblico, le Linee guida del Ministero dell'Interno e le disposizioni delle questure prevedono — in funzione della tipologia di evento, del numero di spettatori e del profilo di rischio — la presenza di personale sanitario qualificato (medico, infermieri) e di ambulanze attrezzate. Il D.Lgs. 158/2012 e la L. 116/2021 (disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori DAE) rendono obbligatoria la presenza di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) in determinati luoghi aperti al pubblico e per manifestazioni sportive organizzate da federazioni affiliata al CONI o da enti di promozione sportiva riconosciuti. Il DAE deve essere presente durante le competizioni sportive agonistiche e in impianti con capienza superiore ai livelli stabiliti dalla normativa. Il personale che utilizza il DAE deve aver seguito il corso di utilizzo certificato (BLSD o PBLSD). La postazione di primo soccorso deve essere raggiungibile dai mezzi di soccorso del 118 in meno di 4 minuti (requisito indicativo delle linee guida delle questure per i grandi eventi); il raccordo con la centrale operativa 118 territoriale deve essere garantito prima e durante la manifestazione.
Chi è il responsabile della sicurezza in una manifestazione sportiva?
Nelle manifestazioni sportive occorre distinguere due piani di responsabilità che coesistono ma che rispondono a normative differenti: la sicurezza dei lavoratori e la sicurezza del pubblico. Sul piano della sicurezza dei lavoratori, il D.Lgs. 81/08 si applica integralmente: il soggetto che organizza l'evento è datore di lavoro dei propri dipendenti e dei collaboratori con contratto di lavoro, con obbligo di redazione del DVR, nomina del RSPP, sorveglianza sanitaria (ove dovuta) e formazione specifica. Quando più soggetti operano contemporaneamente nello stesso impianto (società sportiva, gestore dell'impianto, fornitori di servizi tecnici, catering, sicurezza privata), si applica la disciplina degli appalti ai sensi degli artt. 26 e seguenti del D.Lgs. 81/08: il committente deve promuovere la cooperazione e il coordinamento tra i datori di lavoro coinvolti, con redazione del DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza) se le attività si svolgono in modo non meramente occasionale. Sul piano della sicurezza del pubblico, la L. 401/1989 e il DM 18/03/1996 (Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi) definiscono un sistema di responsabilità specifico. Per gli impianti sportivi con capienza superiore a 100 spettatori, il gestore dell'impianto deve individuare il Responsabile della Sicurezza degli Impianti (RSI), figura che sovrintende alla sicurezza delle strutture, degli impianti tecnologici e delle vie di esodo. Il RSI non coincide necessariamente con il RSPP: le due figure rispondono a normative e finalità diverse. Per gli eventi con elevato affollamento, la sicurezza pubblica è garantita in coordinamento con la Questura e la Prefettura, che possono emanare prescrizioni specifiche in sede di riunione tecnica di coordinamento delle forze dell'ordine.
Quando è obbligatorio il servizio di steward nelle manifestazioni sportive?
L'obbligo di impiegare steward nelle manifestazioni sportive è disciplinato principalmente dal DM 08/08/2007 (Disposizioni per il personale addetto ai servizi di controllo nelle manifestazioni sportive), emanato ai sensi dell'art. 2-quater della L. 401/1989. Il DM 08/08/2007 ha introdotto la figura degli steward come personale ausiliario dell'attività di polizia nelle manifestazioni di calcio che si svolgono negli stadi. L'obbligo scatta specificamente per le gare dei campionati di Serie A e Serie B (e in determinati casi della Serie C) di calcio, nonché per le gare delle coppe nazionali ed europee che si disputano in impianti che ricadono nell'ambito applicativo del decreto. Per le manifestazioni sportive diverse dal calcio e per gli eventi con più di 5.000 spettatori, le questure possono prescrivere — in sede di riunione tecnica di coordinamento — il ricorso a servizi di ordine e sicurezza privata gestiti da istituti di vigilanza autorizzati, in funzione del profilo di rischio dell'evento. La formazione degli steward è requisito essenziale: il DM 08/08/2007 prevede un corso di formazione di almeno 8 ore, con attestato finale rilasciato da soggetti autorizzati dal Ministero dell'Interno. Gli steward hanno compiti di controllo dei biglietti e dei titoli di accesso, verifica dell'identità degli spettatori ai sensi dell'art. 1-sexies L. 401/1989, gestione dei flussi di afflusso e deflusso del pubblico, controllo del rispetto dei divieti (es. divieto di introdurre oggetti pericolosi, alcol, fumogeni) e assistenza al pubblico in caso di emergenza. Il coordinamento degli steward con le forze dell'ordine presenti avviene attraverso il Delegato per la Sicurezza nominato dall'organizzatore, in raccordo con il responsabile delle forze dell'ordine in servizio.
Cosa deve contenere il Piano di Sicurezza per manifestazioni sportive all'aperto?
Il Piano di Sicurezza per manifestazioni sportive all'aperto (eventi ciclisti, maratone, gare di motocross, prove automobilistiche, manifestazioni atletiche in circuito urbano, ecc.) deve rispondere alle Linee guida del Ministero dell'Interno per la gestione della sicurezza nelle manifestazioni pubbliche e alle eventuali disposizioni prefettizie e comunali specifiche per l'evento. I contenuti minimi del piano includono: descrizione dettagliata dell'evento (tipologia, percorso o area interessata, orari, numero stimato di partecipanti e spettatori, organizzatori e responsabili); analisi degli afflussi e dei deflussi del pubblico, con stima dei picchi di affollamento e delle criticità logistiche (accessi limitati, colli di bottiglia, zone a rischio calca); planimetria quotata dell'area con indicazione delle zone riservate al pubblico, delle aree tecniche, delle vie di esodo, degli accessi ai mezzi di soccorso e delle postazioni dei servizi di sicurezza; piano delle vie di fuga e delle procedure di evacuazione per le diverse tipologie di emergenza (incendio, maltempo, incidente, ordine pubblico), con indicazione dei punti di raccolta; organizzazione dei servizi di primo soccorso, con numero e qualifica del personale sanitario, posizionamento delle postazioni di pronto intervento e degli accessi per le ambulanze; piano antincendio con posizionamento dei presidi, formazione degli addetti e procedure di intervento; comunicazione con le autorità (Questura, Prefettura, Comune, 118, VVF) con recapiti di emergenza e catena di comando; sistema di comunicazione interna tra gli operatori di sicurezza (radio, telefoni, punti di contatto fissi). Il piano deve essere presentato alla Prefettura, al Comune e alla Questura competenti almeno 30 giorni prima dell'evento per manifestazioni di rilievo, o nei termini previsti dal regolamento locale per eventi minori. La riunione tecnica di coordinamento con le forze dell'ordine è il momento in cui vengono concordate le prescrizioni specifiche e le integrazioni al piano.
Il medico sportivo presente durante la gara svolge anche funzione di medico competente ai sensi del D.Lgs. 81/08?
No. Il medico sportivo presente durante la gara e il Medico Competente ai sensi del D.Lgs. 81/08 sono figure distinte, con competenze, obblighi e funzioni del tutto differenti che non possono essere sovrapposte. Il medico sportivo, la cui attività è disciplinata dalla L. 981/1974 e dai decreti ministeriali attuativi sull'attività sportiva agonistica, ha il compito di certificare l'idoneità sportiva degli atleti (visita medico-sportiva con ECG a riposo e sotto sforzo, spirometria e altri accertamenti in base alla disciplina sportiva) e di garantire l'assistenza medica agli atleti durante l'evento. La sua presenza a bordo campo durante le gare è prevista dai regolamenti federali (FIGC, CONI e singole federazioni di settore) principalmente a tutela della salute degli atleti partecipanti alla competizione. Il Medico Competente, ai sensi degli artt. 25 e 38 del D.Lgs. 81/08, è invece il professionista (medico specializzato in medicina del lavoro o con requisiti equivalenti previsti dalla legge) che collabora con il datore di lavoro per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, effettua la sorveglianza sanitaria preventiva e periodica, redige il protocollo sanitario, esprime giudizi di idoneità alla mansione specifica, visita i luoghi di lavoro e partecipa alla valutazione dei rischi. Per gli atleti professionisti — quelli titolari di un contratto di lavoro subordinato ai sensi della L. 91/1981 (sportivi professionisti) — la società sportiva è datore di lavoro e il D.Lgs. 81/08 si applica integralmente: la società è tenuta a nominare un Medico Competente distinto dal medico sportivo federale, che effettui la sorveglianza sanitaria in relazione ai rischi professionali (es. rischio da sovraccarico biomeccanico, rischi specifici della disciplina). Il medico sportivo può in teoria ricoprire entrambi i ruoli solo se in possesso dei requisiti di legge per la nomina a Medico Competente e se formalmente nominato in tale veste dal datore di lavoro con atto scritto.
Le società sportive dilettantistiche (ASD/SSD) devono avere il DVR?
Sì, con le precisazioni che seguono. Il D.Lgs. 81/08 si applica alle associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e alle società sportive dilettantistiche (SSD) nella misura in cui impiegano lavoratori ai sensi dell'art. 2 del D.Lgs. 81/08, che adotta una nozione ampia di lavoratore: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione. Sono quindi lavoratori ai fini del D.Lgs. 81/08 anche i collaboratori coordinati e continuativi, i tirocinanti, i lavoratori occasionali che superano le soglie di occasionalità, i soci lavoratori. Trainer, istruttori e personal trainer con contratto di lavoro subordinato o co.co.co. sono lavoratori a tutti gli effetti: la ASD o SSD che li impiega è datore di lavoro ed è obbligata a redigere il DVR, nominare il RSPP, effettuare la formazione, fornire i DPI necessari e attivare la sorveglianza sanitaria se sussistono rischi lavorativi che la impongono. I volontari iscritti al registro nazionale del volontariato — ove tenuto — godono di un regime parzialmente diverso ai sensi del D.Lgs. 117/2017: non sono lavoratori in senso pieno, ma l'ente è comunque tenuto ad assicurarli contro infortuni e a informarli sui rischi. La distinzione tra socio volontario e lavoratore è spesso oggetto di accertamento da parte dell'INPS e dell'Ispettorato del Lavoro: il rischio di riqualificazione del rapporto è concreto quando il volontario svolge attività sistematica e continuativa con orari predeterminati. In sintesi: una ASD/SSD che impiega anche un solo istruttore con contratto di lavoro — anche part-time — deve obbligatoriamente redigere il DVR, applicare il D.Lgs. 81/08 e soddisfare tutti gli adempimenti conseguenti.
Quali adempimenti antincendio servono per uno stadio o palasport?
Gli impianti sportivi con capienza superiore a 100 persone sono soggetti alla normativa specifica di prevenzione incendi contenuta nel DM 18/03/1996 (Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi), che rappresenta la norma tecnica di riferimento per stadi, palasport, piscine, campi di atletica e impianti similari aperti al pubblico. Il DM 18/03/1996 disciplina: le caratteristiche costruttive e strutturali degli impianti, le vie di esodo e le uscite di sicurezza (dimensionate in funzione dell'affollamento massimo previsto, con larghezza minima di 1,20 m per ogni unità di deflusso di 50 persone), i sistemi di rilevazione incendio e di allarme, i sistemi di estinzione (idranti, sprinkler per determinate tipologie di impianti), l'illuminazione di sicurezza, il sistema di diffusione sonora per le emergenze. Il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) — ora SCIA antincendio ai sensi del DM 07/08/2012 e del DPR 151/2011 — è obbligatorio per gli impianti sportivi con capienza superiore a 100 posti. Il rinnovo della conformità antincendio (verifica periodica) deve essere effettuato con cadenza quinquennale attraverso presentazione di nuova SCIA antincendio al Comando VVF competente. Sul piano organizzativo, il gestore dell'impianto deve: nominare un numero adeguato di addetti antincendio con formazione specifica (corso antincendio di rischio elevato di 16 ore, ai sensi del DM 02/09/2021 o del previgente DM 10/03/1998) in rapporto all'affollamento massimo; redigere il Piano di Emergenza ed Evacuazione e mantenerlo aggiornato; effettuare prove di evacuazione periodiche (almeno una all'anno per gli impianti con capienza superiore a 5.000 persone); garantire la compartimentazione antincendio tra le diverse zone dell'impianto (settori di pubblico, zona tecnica, depositi, locali tecnici) secondo le prescrizioni progettuali approvate dai VVF; assicurare il mantenimento delle vie di esodo sempre libere da ostacoli durante gli eventi.
Come si gestisce il primo soccorso in una manifestazione sportiva con più di 500 persone?
La gestione del primo soccorso in una manifestazione sportiva con più di 500 persone risponde a due livelli normativi distinti: la tutela dei lavoratori impiegati nell'organizzazione e la tutela del pubblico presente. Per i lavoratori, il riferimento normativo è il DM 388/2003 (Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale), che classifica le aziende in tre gruppi (A, B, C) in base al numero di lavoratori e al tipo di attività. Il datore di lavoro organizzatore deve designare gli addetti al primo soccorso, formarli secondo il programma previsto per il gruppo di appartenenza (minimo 16 ore per il gruppo A — attività a rischio elevato, 12 ore per i gruppi B e C), dotarli della cassetta di pronto soccorso con il contenuto minimo previsto dall'allegato 1 del DM 388/2003 e garantire la presenza di un numero adeguato di addetti durante lo svolgimento dell'evento. Per la tutela del pubblico, le Linee guida del Ministero dell'Interno e le disposizioni delle questure prevedono — in funzione della tipologia di evento, del numero di spettatori e del profilo di rischio — la presenza di personale sanitario qualificato (medico, infermieri) e di ambulanze attrezzate. Il D.Lgs. 158/2012 e la L. 116/2021 (disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori DAE) rendono obbligatoria la presenza di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) in determinati luoghi aperti al pubblico e per manifestazioni sportive organizzate da federazioni affiliata al CONI o da enti di promozione sportiva riconosciuti. Il DAE deve essere presente durante le competizioni sportive agonistiche e in impianti con capienza superiore ai livelli stabiliti dalla normativa. Il personale che utilizza il DAE deve aver seguito il corso di utilizzo certificato (BLSD o PBLSD). La postazione di primo soccorso deve essere raggiungibile dai mezzi di soccorso del 118 in meno di 4 minuti (requisito indicativo delle linee guida delle questure per i grandi eventi); il raccordo con la centrale operativa 118 territoriale deve essere garantito prima e durante la manifestazione.
Fonti normative
D.Lgs. 81/08 — Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro
L. 401/1989 — Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini e tutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive
DM 18/03/1996 — Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi
DM 08/08/2007 — Disposizioni per il personale addetto ai servizi di controllo nelle manifestazioni sportive (steward)
DM 388/2003 — Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale
L. 91/1981 — Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti
D.Lgs. 117/2017 artt. 17-18 — Codice del Terzo Settore, assicurazione volontari
L. 116/2021 — Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici (DAE)
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