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Defibrillatore AED: Obblighi nei Luoghi di Lavoro 2026

Risposte agli interrogativi più frequenti sull'obbligo di dotarsi di un defibrillatore semiautomatico (AED/DAE), sulla formazione BLS-D e sulla manutenzione del dispositivo.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

La normativa italiana impone a numerose tipologie di luoghi di lavoro e strutture aperte al pubblico di disporre di un defibrillatore semiautomatico esterno (AED/DAE) e di personale formato al suo utilizzo. Supportiamo aziende e strutture nell'analisi degli obblighi applicabili, nell'individuazione del dispositivo idoneo e nell'organizzazione della formazione BLS-D per i lavoratori.

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Queste FAQ raccolgono le domande più frequenti sull'obbligo di dotarsi di un defibrillatore AED, sulla formazione obbligatoria e sugli adempimenti connessi alla gestione e manutenzione del dispositivo.

Domande frequenti sul defibrillatore AEDFAQ

Da quando è obbligatorio il defibrillatore AED nei luoghi di lavoro?
L'obbligo di dotarsi di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE/AED) è stato introdotto dal D.L. 30 aprile 2021 n. 73 (cosiddetto Decreto Sostegni), convertito con modificazioni dalla Legge 23 luglio 2021 n. 106. La norma ha modificato l'art. 1 della Legge 3 aprile 2001 n. 120, estendendo l'obbligo oltre gli impianti sportivi già previsti, e ha delegato al Ministero della Salute la definizione dei luoghi specifici soggetti. Le disposizioni attuative sono state precisate attraverso decreti ministeriali e circolari esplicative successive. Prima di questo intervento legislativo la dotazione era raccomandata ma non sempre cogente al di fuori dell'ambito sportivo.
Quali luoghi sono obbligatoriamente tenuti a dotarsi di un defibrillatore?
La normativa vigente individua diversi contesti soggetti a obbligo: impianti sportivi (palestre, piscine, stadi, centri fitness), strutture sanitarie e sociosanitarie, luoghi con elevato afflusso di pubblico, sedi di grandi uffici e aziende con un numero significativo di addetti. Il DM 26 giugno 2017 e le successive disposizioni regionali integrative hanno ampliato l'elenco, includendo anche aeroporti, stazioni ferroviarie principali, centri commerciali e scuole. È importante verificare le normative regionali, in quanto alcune Regioni hanno adottato disposizioni più stringenti rispetto al quadro nazionale, anticipando obblighi o abbassando le soglie dimensionali.
Esiste una soglia minima di dipendenti che fa scattare l'obbligo?
La legislazione nazionale non individua una soglia universale fissa basata esclusivamente sul numero di dipendenti valida per tutti i settori. L'obbligo dipende principalmente dalla tipologia di attività svolta e dalla presenza di rischi specifici. Tuttavia, alcune disposizioni attuative e normative regionali introducono soglie numeriche (ad esempio, aziende con più di 15 o 50 lavoratori presenti contemporaneamente) come criterio aggiuntivo. Le strutture sportive sono soggette all'obbligo indipendentemente dal numero di addetti. Si raccomanda di verificare le disposizioni specifiche per il proprio settore produttivo e la Regione di appartenenza, poiché il quadro normativo è in continua evoluzione e la stratificazione tra norme nazionali e regionali può generare situazioni differenziate.
È obbligatoria la formazione BLS-D per i lavoratori?
Sì. La sola presenza del defibrillatore non è sufficiente: la normativa prevede che nei luoghi obbligati siano presenti personale addestrato all'utilizzo del DAE e alle manovre di rianimazione cardiopolmonare di base (BLS-D, Basic Life Support and Defibrillation). La formazione deve essere erogata da centri autorizzati riconosciuti dal Ministero della Salute o dalle strutture regionali competenti, seguendo protocolli standardizzati IRC (Italian Resuscitation Council) o ERC (European Resuscitation Council). Il corso BLS-D prevede sia una parte teorica sia esercitazioni pratiche su manichino con simulatore DAE. Il rinnovo della certificazione è periodico, generalmente con cadenza biennale, per mantenere le competenze aggiornate.
Chi è responsabile della manutenzione e della verifica periodica del defibrillatore?
Il datore di lavoro o il responsabile della struttura ha l'obbligo di garantire che il dispositivo sia sempre in perfette condizioni di funzionamento. Questo implica: verifiche periodiche dello stato di carica della batteria, controllo della data di scadenza degli elettrodi monouso (che vanno sostituiti alla scadenza indicata dal fabbricante o dopo ogni utilizzo), ispezione visiva regolare dell'integrità del dispositivo e della borsa/contenitore, e manutenzione programmata secondo le indicazioni del produttore. Molti fabbricanti prevedono contratti di manutenzione annuale con intervento tecnico autorizzato. Il registro degli interventi di manutenzione va conservato documentalmente. Il mancato mantenimento dell'efficienza del dispositivo configura una responsabilità aggiuntiva in capo al datore di lavoro.
Il defibrillatore va registrato presso qualche ente o autorità?
Sì. La maggior parte delle normative regionali e alcune disposizioni nazionali prevedono la registrazione del dispositivo in appositi registri regionali o piattaforme informatiche dedicate (ad esempio il sistema 118 territoriale o registri regionali DAE). La registrazione consente ai soccorritori del 118 di localizzare rapidamente i dispositivi presenti sul territorio in caso di emergenza cardiaca. Oltre alla registrazione iniziale, il gestore è tenuto ad aggiornare i dati in caso di variazione della posizione del dispositivo, cambio di responsabile, o dismissione. Alcune Regioni rendono obbligatoria la segnalazione della posizione precisa del DAE anche tramite app dedicate. È fondamentale consultare la normativa della propria Regione per gli adempimenti specifici.
Le normative regionali possono integrare o modificare gli obblighi nazionali?
Le Regioni italiane, nell'ambito della loro competenza in materia di tutela della salute, hanno facoltà di adottare disposizioni integrative rispetto al quadro normativo nazionale. Molte Regioni si sono dotate di leggi regionali specifiche sulla diffusione dei defibrillatori (cosiddette «comunità cardioprotette»), introducendo obblighi più estesi, soglie dimensionali diverse, criteri di installazione più dettagliati e requisiti formativi specifici. Pertanto, la conformità agli obblighi minimi nazionali non è di per sé sufficiente: è necessario verificare la normativa regionale e, in alcuni casi, quella comunale. Alcune Regioni hanno inoltre istituito incentivi e contributi per l'acquisto e l'installazione di DAE.
Qual è la differenza tra obbligo normativo e raccomandazione per il defibrillatore?
L'obbligo normativo è una prescrizione cogente, la cui inosservanza comporta sanzioni amministrative o penali a carico del responsabile. La raccomandazione, invece, è un'indicazione di buona pratica priva di forza sanzionatoria diretta, anche se la sua non osservanza può essere valutata in sede di accertamento delle responsabilità in caso di evento avverso. Prima del 2021, la dotazione di DAE in molti contesti era raccomandata da linee guida ma non obbligatoria per legge. Oggi, per i contesti espressamente indicati dalla normativa, l'obbligo è cogente. In tutti gli altri casi, seppur non obbligatorio, l'installazione di un DAE è fortemente raccomandata dalle società medico-scientifiche come misura di protezione della vita.
Quali sanzioni sono previste per chi non rispetta l'obbligo di dotarsi di un AED?
Le sanzioni variano in base alla normativa specifica applicabile (legge nazionale o regionale) e alla gravità dell'inadempimento. In linea generale, l'inosservanza degli obblighi previsti dal D.L. 73/2021 e dalle relative disposizioni attuative può comportare sanzioni amministrative pecuniarie. Nei contesti sportivi, l'assenza del defibrillatore può determinare la sospensione dell'attività o la revoca delle autorizzazioni da parte degli enti sportivi o delle autorità sanitarie competenti. In caso di decesso o lesione grave riconducibile alla mancata disponibilità del dispositivo in un contesto obbligato, possono configurarsi profili di responsabilità penale per omicidio o lesioni colpose a carico del responsabile della struttura.
Cosa ha chiarito la Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 2022 riguardo agli AED?
La Circolare del MLPS del 2022 ha fornito chiarimenti applicativi in merito all'integrazione della dotazione di defibrillatori con le misure di primo soccorso aziendali previste dal D.Lgs. 81/08 e dal DM 388/2003. Ha precisato che il DAE, ove obbligatorio o presente su base volontaria, deve essere considerato nel piano di primo soccorso aziendale e che gli addetti al primo soccorso devono ricevere formazione BLS-D aggiuntiva rispetto al corso base. Ha inoltre chiarito il rapporto tra il responsabile della struttura e l'obbligo di manutenzione, ribadendo che la delega non esonera il datore di lavoro dalla responsabilità di vigilanza sull'efficienza del dispositivo.
Cosa prevede il DM 26 giugno 2017 in materia di defibrillatori?
Il DM 26 giugno 2017 del Ministero della Salute ha rappresentato un passo importante nell'estensione dell'obbligo di dotazione di DAE. Il decreto ha definito i criteri per l'individuazione dei luoghi pubblici e privati in cui è obbligatoria o raccomandata la presenza di defibrillatori, stabilendo requisiti tecnici minimi per i dispositivi, indicazioni sulla segnaletica da adottare per rendere visibile e facilmente individuabile il DAE, e prescrizioni sulla formazione del personale. Il DM ha anche previsto che i DAE debbano essere accessibili 24 ore su 24 negli spazi pubblici, con adeguata segnaletica conforme alle norme UNI EN ISO vigenti.

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Domande frequentiFAQ

Da quando è obbligatorio il defibrillatore AED nei luoghi di lavoro?
L'obbligo di dotarsi di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE/AED) è stato introdotto dal D.L. 30 aprile 2021 n. 73 (cosiddetto Decreto Sostegni), convertito con modificazioni dalla Legge 23 luglio 2021 n. 106. La norma ha modificato l'art. 1 della Legge 3 aprile 2001 n. 120, estendendo l'obbligo oltre gli impianti sportivi già previsti, e ha delegato al Ministero della Salute la definizione dei luoghi specifici soggetti. Le disposizioni attuative sono state precisate attraverso decreti ministeriali e circolari esplicative successive. Prima di questo intervento legislativo la dotazione era raccomandata ma non sempre cogente al di fuori dell'ambito sportivo.
Quali luoghi sono obbligatoriamente tenuti a dotarsi di un defibrillatore?
La normativa vigente individua diversi contesti soggetti a obbligo: impianti sportivi (palestre, piscine, stadi, centri fitness), strutture sanitarie e sociosanitarie, luoghi con elevato afflusso di pubblico, sedi di grandi uffici e aziende con un numero significativo di addetti. Il DM 26 giugno 2017 e le successive disposizioni regionali integrative hanno ampliato l'elenco, includendo anche aeroporti, stazioni ferroviarie principali, centri commerciali e scuole. È importante verificare le normative regionali, in quanto alcune Regioni hanno adottato disposizioni più stringenti rispetto al quadro nazionale, anticipando obblighi o abbassando le soglie dimensionali.
Esiste una soglia minima di dipendenti che fa scattare l'obbligo?
La legislazione nazionale non individua una soglia universale fissa basata esclusivamente sul numero di dipendenti valida per tutti i settori. L'obbligo dipende principalmente dalla tipologia di attività svolta e dalla presenza di rischi specifici. Tuttavia, alcune disposizioni attuative e normative regionali introducono soglie numeriche (ad esempio, aziende con più di 15 o 50 lavoratori presenti contemporaneamente) come criterio aggiuntivo. Le strutture sportive sono soggette all'obbligo indipendentemente dal numero di addetti. Si raccomanda di verificare le disposizioni specifiche per il proprio settore produttivo e la Regione di appartenenza, poiché il quadro normativo è in continua evoluzione e la stratificazione tra norme nazionali e regionali può generare situazioni differenziate.
È obbligatoria la formazione BLS-D per i lavoratori?
Sì. La sola presenza del defibrillatore non è sufficiente: la normativa prevede che nei luoghi obbligati siano presenti personale addestrato all'utilizzo del DAE e alle manovre di rianimazione cardiopolmonare di base (BLS-D, Basic Life Support and Defibrillation). La formazione deve essere erogata da centri autorizzati riconosciuti dal Ministero della Salute o dalle strutture regionali competenti, seguendo protocolli standardizzati IRC (Italian Resuscitation Council) o ERC (European Resuscitation Council). Il corso BLS-D prevede sia una parte teorica sia esercitazioni pratiche su manichino con simulatore DAE. Il rinnovo della certificazione è periodico, generalmente con cadenza biennale, per mantenere le competenze aggiornate.
Chi è responsabile della manutenzione e della verifica periodica del defibrillatore?
Il datore di lavoro o il responsabile della struttura ha l'obbligo di garantire che il dispositivo sia sempre in perfette condizioni di funzionamento. Questo implica: verifiche periodiche dello stato di carica della batteria, controllo della data di scadenza degli elettrodi monouso (che vanno sostituiti alla scadenza indicata dal fabbricante o dopo ogni utilizzo), ispezione visiva regolare dell'integrità del dispositivo e della borsa/contenitore, e manutenzione programmata secondo le indicazioni del produttore. Molti fabbricanti prevedono contratti di manutenzione annuale con intervento tecnico autorizzato. Il registro degli interventi di manutenzione va conservato documentalmente. Il mancato mantenimento dell'efficienza del dispositivo configura una responsabilità aggiuntiva in capo al datore di lavoro.
Il defibrillatore va registrato presso qualche ente o autorità?
Sì. La maggior parte delle normative regionali e alcune disposizioni nazionali prevedono la registrazione del dispositivo in appositi registri regionali o piattaforme informatiche dedicate (ad esempio il sistema 118 territoriale o registri regionali DAE). La registrazione consente ai soccorritori del 118 di localizzare rapidamente i dispositivi presenti sul territorio in caso di emergenza cardiaca. Oltre alla registrazione iniziale, il gestore è tenuto ad aggiornare i dati in caso di variazione della posizione del dispositivo, cambio di responsabile, o dismissione. Alcune Regioni rendono obbligatoria la segnalazione della posizione precisa del DAE anche tramite app dedicate. È fondamentale consultare la normativa della propria Regione per gli adempimenti specifici.
Le normative regionali possono integrare o modificare gli obblighi nazionali?
Le Regioni italiane, nell'ambito della loro competenza in materia di tutela della salute, hanno facoltà di adottare disposizioni integrative rispetto al quadro normativo nazionale. Molte Regioni si sono dotate di leggi regionali specifiche sulla diffusione dei defibrillatori (cosiddette «comunità cardioprotette»), introducendo obblighi più estesi, soglie dimensionali diverse, criteri di installazione più dettagliati e requisiti formativi specifici. Pertanto, la conformità agli obblighi minimi nazionali non è di per sé sufficiente: è necessario verificare la normativa regionale e, in alcuni casi, quella comunale. Alcune Regioni hanno inoltre istituito incentivi e contributi per l'acquisto e l'installazione di DAE.
Qual è la differenza tra obbligo normativo e raccomandazione per il defibrillatore?
L'obbligo normativo è una prescrizione cogente, la cui inosservanza comporta sanzioni amministrative o penali a carico del responsabile. La raccomandazione, invece, è un'indicazione di buona pratica priva di forza sanzionatoria diretta, anche se la sua non osservanza può essere valutata in sede di accertamento delle responsabilità in caso di evento avverso. Prima del 2021, la dotazione di DAE in molti contesti era raccomandata da linee guida ma non obbligatoria per legge. Oggi, per i contesti espressamente indicati dalla normativa, l'obbligo è cogente. In tutti gli altri casi, seppur non obbligatorio, l'installazione di un DAE è fortemente raccomandata dalle società medico-scientifiche come misura di protezione della vita.
Quali sanzioni sono previste per chi non rispetta l'obbligo di dotarsi di un AED?
Le sanzioni variano in base alla normativa specifica applicabile (legge nazionale o regionale) e alla gravità dell'inadempimento. In linea generale, l'inosservanza degli obblighi previsti dal D.L. 73/2021 e dalle relative disposizioni attuative può comportare sanzioni amministrative pecuniarie. Nei contesti sportivi, l'assenza del defibrillatore può determinare la sospensione dell'attività o la revoca delle autorizzazioni da parte degli enti sportivi o delle autorità sanitarie competenti. In caso di decesso o lesione grave riconducibile alla mancata disponibilità del dispositivo in un contesto obbligato, possono configurarsi profili di responsabilità penale per omicidio o lesioni colpose a carico del responsabile della struttura.
Cosa ha chiarito la Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 2022 riguardo agli AED?
La Circolare del MLPS del 2022 ha fornito chiarimenti applicativi in merito all'integrazione della dotazione di defibrillatori con le misure di primo soccorso aziendali previste dal D.Lgs. 81/08 e dal DM 388/2003. Ha precisato che il DAE, ove obbligatorio o presente su base volontaria, deve essere considerato nel piano di primo soccorso aziendale e che gli addetti al primo soccorso devono ricevere formazione BLS-D aggiuntiva rispetto al corso base. Ha inoltre chiarito il rapporto tra il responsabile della struttura e l'obbligo di manutenzione, ribadendo che la delega non esonera il datore di lavoro dalla responsabilità di vigilanza sull'efficienza del dispositivo.
Cosa prevede il DM 26 giugno 2017 in materia di defibrillatori?
Il DM 26 giugno 2017 del Ministero della Salute ha rappresentato un passo importante nell'estensione dell'obbligo di dotazione di DAE. Il decreto ha definito i criteri per l'individuazione dei luoghi pubblici e privati in cui è obbligatoria o raccomandata la presenza di defibrillatori, stabilendo requisiti tecnici minimi per i dispositivi, indicazioni sulla segnaletica da adottare per rendere visibile e facilmente individuabile il DAE, e prescrizioni sulla formazione del personale. Il DM ha anche previsto che i DAE debbano essere accessibili 24 ore su 24 negli spazi pubblici, con adeguata segnaletica conforme alle norme UNI EN ISO vigenti.

Fonti normative

  • D.L. 30/04/2021 n. 73, convertito L. 23/07/2021 n. 106
  • Legge 3 aprile 2001 n. 120 (modificata)
  • DM 26 giugno 2017 — defibrillatori luoghi pubblici e privati
  • DM 388/2003 — primo soccorso aziendale
  • D.Lgs. 81/08 — testo unico sicurezza sul lavoro
  • Circolare MLPS 2022 — primo soccorso e AED

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