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Sicurezza sul lavoro e HACCP a Genova e nel Tigullio

Enti di controllo e rischi principali per le imprese genovesi: porto e riparazioni navali, siderurgia, terziario avanzato, ristorazione e turismo del Tigullio.

Risposta rapida

Dal 1° gennaio 2026 la sanità ligure è organizzata in un’unica azienda, ATS Liguria, articolata in aree territoriali che corrispondono alle precedenti ASL. Per la Città metropolitana di Genova i controlli su sicurezza e alimenti sono svolti dai servizi di prevenzione delle aree genovese (ex ASL 3) e chiavarese (ex ASL 4, Tigullio). L’Ispettorato competente è l’Ispettorato d’Area Metropolitana di Genova e la prevenzione incendi fa capo al Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Genova.

Enti competenti a Genova

AmbitoEnteCosa controlla
Sicurezza negli ambienti di lavoroATS Liguria – Azienda Tutela Salute Liguria (aree ex ASL 3 Genovese ed ex ASL 4 Chiavarese, Tigullio)DVR, nomine, formazione, sorveglianza sanitaria, infortuni, cantieri
Igiene degli alimentiStessa azienda sanitaria: SIAN e servizi veterinariSCIA, autocontrollo HACCP, riconoscimenti, campionamenti
Lavoro e sicurezzaIspettorato d'Area Metropolitana di GenovaRapporti di lavoro; sicurezza in concorrenza con l'azienda sanitaria (art. 13 D.Lgs. 81/2008)
Prevenzione incendiComando Provinciale Vigili del Fuoco GenovaAttività del D.P.R. 151/2011: parere sul progetto, SCIA, rinnovo periodico

Molti documenti e modulistica riportano ancora i nomi delle vecchie ASL (ASL 3 Genovese, ASL 4 Chiavarese): per individuare il servizio competente conta il comune dell’unità locale. Per il lavoro in porto si aggiungono le competenze dell’Autorità di sistema portuale e della Capitaneria.

Prevenzione incendi e SCIA

Nel porto e nelle aree industriali ci sono depositi costieri di prodotti petroliferi, terminal e cantieri di riparazione navale; nel centro storico molti locali e strutture ricettive in edifici antichi, dove vie di esodo e compartimentazione richiedono soluzioni specifiche. La SCIA va presentata al Comando di Genova.

Settori genovesi e rischi da valutare

Porto e riparazioni navali

Il porto di Genova ha terminal container, traghetti e crociere e un’area di riparazioni navali. Le operazioni portuali seguono il D.Lgs. 272/1999; nelle riparazioni navali lavori a caldo, ambienti confinati (doppi fondi, casse, serbatoi: D.P.R. 177/2011), lavori in quota e presenza di molte imprese in appalto sono i rischi principali.

Industria e siderurgia

Nel ponente genovese operano stabilimenti siderurgici e cantieri navali per la costruzione di navi. Calore, rumore, carriponte, movimentazione di carichi sospesi e manutenzioni in appalto richiedono procedure documentate e coordinamento.

Terziario, tecnologia e ristorazione

Uffici e aziende tecnologiche (per esempio nel polo di Erzelli) devono gestire videoterminali, lavoro agile e stress; ristoranti, focaccerie e bar del centro storico ustioni, tagli, scivolamenti e il rischio incendio delle cucine in locali spesso stretti.

HACCP e attività alimentari

Il Basilico Genovese DOP e la produzione di pesto e focaccia sono tipici della cucina locale. Per il pesto fresco il piano HACCP deve gestire il rischio legato alle conserve sott’olio di vegetali (in particolare Clostridium botulinum), con controllo di temperature, acidità e shelf life; per la ristorazione del porto antico e del Tigullio, allergeni (pinoli, frutta a guscio, latte) e pesce crudo.

Cosa facciamo per le aziende di Genova

Per un’impresa genovese possiamo occuparci della documentazione per chi lavora in porto e nelle riparazioni navali, di DVR e incarico di RSPP esterno per industria e servizi, della formazione obbligatoria e della consulenza HACCP per laboratori di pesto e ristorazione.

Domande frequentiFAQ

Le ASL liguri esistono ancora?
Dal 1° gennaio 2026 le precedenti ASL sono confluite in ATS Liguria, un’unica azienda regionale articolata in aree che corrispondono ai vecchi territori. Per Genova restano quindi due ambiti di riferimento: area genovese ed area chiavarese.
Un’impresa di riparazioni navali quali requisiti deve avere per lavorare nei doppi fondi?
Quelli del D.P.R. 177/2011: personale formato e addestrato, almeno il 30% di lavoratori con esperienza triennale in ambienti confinati (incluso il preposto), DPI e attrezzature adeguate, applicazione integrale della disciplina su DURC e contratti; il committente deve informare sui rischi e individuare un proprio rappresentante.
Un laboratorio che vende pesto fresco deve avere un piano HACCP specifico?
Sì, il piano deve tenere conto del prodotto: pesto fresco da conservare refrigerato e pesto stabilizzato hanno pericoli e controlli diversi, da definire con analisi e validazione della shelf life.

Fonti normative

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