Vai al contenuto
123 Consulenza123Consulenza

Sicurezza sul lavoro per ATECO 26.30 — Fabbricazione di apparecchiature di comunicazione

Documenti obbligatori, formazione, antincendio, primo soccorso e autorità di controllo per fabbricazione di apparecchiature di comunicazione.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Un’attività con codice ATECO 26.30 (Fabbricazione di apparecchiature di comunicazione) deve adempiere agli obblighi del D.Lgs. 81/08 sulla sicurezza sul lavoro. Servono tipicamente dvr con valutazione rischio chimico, elettrico, rumore, vdt e radiazioni non ionizzanti, piano di emergenza ed evacuazione, registro consegna dpi e formazione dei lavoratori secondo l’Accordo Stato-Regioni. Settore elettronico-manifatturiero: produzione di telefoni, router, antenne, ripetitori e sistemi di telecomunicazione. Il rischio chimico da solventi organici nella saldatura e nel lavaggio di circuiti stampati (PCB) è il fattore principale. La normativa RAEE (D.Lgs. 49/2014) impone obblighi di smaltimento dei rifiuti elettronici. Il personale addetto alla messa in servizio di ripetitori radio richiede formazione specifica sui rischi da campi elettromagnetici a radiofrequenza (D.Lgs. 81/08, Titolo VIII, Capo IV). 123 Consulenza ti aiuta a verificare gli obblighi applicabili al tuo caso specifico.

Contenuti revisionati da consulenti tecnici

Verificati da professionisti del settore

Copertura nazionale con consulenti sul territorio

Presenti in tutta Italia

Fonti normative tracciate e aggiornate

Riferimenti sempre verificabili

Documenti adattati alla tua attività

Personalizzati sul caso specifico

Profilo del codice ATECO 26.30

Il codice ATECO 26.30 identifica nell’ambito della classificazione ISTAT ATECO 2007 le attività di fabbricazione di apparecchiature di comunicazione. Si tratta di un’attività della categoria industria, con un profilo di rischio che richiede un’organizzazione documentale e formativa coerente con quanto previsto dal D.Lgs. 81/08 e — quando applicabile — dai regolamenti europei in materia di igiene alimentare.

Settore elettronico-manifatturiero: produzione di telefoni, router, antenne, ripetitori e sistemi di telecomunicazione. Il rischio chimico da solventi organici nella saldatura e nel lavaggio di circuiti stampati (PCB) è il fattore principale. La normativa RAEE (D.Lgs. 49/2014) impone obblighi di smaltimento dei rifiuti elettronici. Il personale addetto alla messa in servizio di ripetitori radio richiede formazione specifica sui rischi da campi elettromagnetici a radiofrequenza (D.Lgs. 81/08, Titolo VIII, Capo IV).

Rischi tipici

I rischi più frequentemente rilevati per questa tipologia di attività comprendono: rischio chimico da solventi e flussanti per saldatura (IPA, idrocarburi alogenati), rischio elettrico (correnti, scariche elettrostatiche ESD), rischio fisico da radiazioni non ionizzanti (campi elettromagnetici RF), movimentazione manuale dei carichi (MMC), rumore da macchinari di produzione e testing, rischio ergonomico da postazioni VDT e montaggio manuale di componenti. La valutazione concreta deve tenere conto del numero di lavoratori, delle attrezzature in uso, dei processi di lavorazione e dell’assetto organizzativo dell’azienda. L’analisi dei rischi è documentata nel DVR e viene aggiornata a fronte di modifiche significative ai sensi degli artt. 17, 28 e 29 del D.Lgs. 81/08.

Documenti obbligatori per ATECO 26.30

  • DVR con valutazione rischio chimico, elettrico, rumore, VDT e radiazioni non ionizzanti
  • Piano di emergenza ed evacuazione
  • Registro consegna DPI
  • Nomine RSPP e addetti emergenze
  • Schede di sicurezza dei prodotti chimici utilizzati (solventi, flussanti, colle)
  • Documento di valutazione rischio ESD (scariche elettrostatiche)
  • Valutazione rischio radiazioni non ionizzanti (Titolo VIII D.Lgs. 81/08)

Corsi di formazione richiesti

La formazione dei lavoratori è disciplinata dall’art. 37 del D.Lgs. 81/08 e dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025. La tabella riepiloga i corsi tipici per ATECO 26.30: ore esatte e periodicità di aggiornamento vanno verificate sulla mansione effettiva e sulla classificazione di rischio dell’azienda.

CorsoOre indicativeAggiornamento
Formazione lavoratori 16h (rischio alto)16h (rischio alto)Periodico secondo Accordo Stato-Regioni
Antincendio livello 2 (8h)8hPeriodico secondo Accordo Stato-Regioni
Primo soccorso Gruppo B (12h)12hPeriodico secondo Accordo Stato-Regioni
Formazione rischio elettrico (PES/PAV — CEI 11-27)Periodico secondo Accordo Stato-Regioni
Formazione specifica rischio chimico (solventi, flussanti — Titolo IX D.Lgs. 81/08)Periodico secondo Accordo Stato-Regioni

Adempimenti antincendio

La classificazione antincendio del luogo di lavoro è definita dal DM 02/09/2021 (mini-codice antincendio), in combinato disposto con il DM 01/09/2021 sui controlli e il DM 03/09/2021 sulla gestione dell’emergenza. Per le attività di tipo ATECO 26.30 il riferimento operativo è generalmente:

Livello 2 (DM 02/09/2021) per reparti produttivi con materiali infiammabili (solventi, plastiche, PCB)

Da questa classificazione discendono la durata della formazione degli addetti antincendio (4, 8 o 16 ore) e l’eventuale obbligo di attestazione di idoneità tecnica rilasciata dai Vigili del Fuoco (livello 3). Se l’attività rientra in una delle categorie dell’Allegato I al DPR 151/2011 sono dovute la SCIA antincendio e le successive verifiche periodiche. Il piano di emergenza ed evacuazione va calibrato sulla capienza, sulle vie di esodo e sulla presenza eventuale di pubblico non addestrato.

Primo soccorso

Il DM 388/2003 classifica le aziende in gruppi A, B e C in base al rischio infortunistico, al numero di lavoratori e ad altri criteri. Per ATECO 26.30 il riferimento applicabile è: Gruppo B secondo DM 388/2003. La formazione degli addetti al primo soccorso prevede contenuti pratici e teorici e un aggiornamento periodico sulle manovre.

Controlli e ispezioni

Un’attività con ATECO 26.30 può essere oggetto di verifica da parte di più autorità competenti, ognuna delle quali presidia un ambito specifico:

In sede di ispezione vengono di norma richiesti DVR, nomine (RSPP, addetti antincendio, primo soccorso, medico competente quando previsto), attestati di formazione, verbali di consegna DPI, registri delle verifiche periodiche e — per le attività alimentari — manuale HACCP, registrazioni di temperature, sanificazioni e tracciabilità. La documentazione deve essere coerente con quanto realmente svolto in azienda.

Costi indicativi di adeguamento

I costi per allinearsi agli obblighi descritti dipendono dalle dimensioni dell’azienda, dal numero di lavoratori, dalle mansioni e dallo stato di partenza della documentazione. A titolo puramente orientativo, per un’attività con ATECO 26.30 di piccole-medie dimensioni si possono considerare i seguenti ordini di grandezza:

Per un preventivo concreto e personalizzato puoi consultare la pagina Costi o richiedere una valutazione gratuita.

Come ti aiutiamo

123 Consulenza supporta le imprese con codice ATECO 26.30 nella gestione integrata della sicurezza sul lavoro: analisi iniziale, redazione documenti, piano formativo, scadenziario e affiancamento in caso di controlli. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a mantenere la documentazione aggiornata nel tempo, con un unico interlocutore.

Approfondimenti correlati

Domande frequentiFAQ

Quali sono gli obblighi principali per il codice ATECO 26.30?
Per fabbricazione di apparecchiature di comunicazione (ATECO 26.30) gli obblighi tipici comprendono dvr con valutazione rischio chimico, elettrico, rumore, vdt e radiazioni non ionizzanti, piano di emergenza ed evacuazione, registro consegna dpi e la formazione dei lavoratori secondo l’Accordo Stato-Regioni. La valutazione concreta deve essere adattata al caso specifico.
Quale livello di formazione è richiesto per ATECO 26.30?
La formazione tipica include: Formazione lavoratori 16h (rischio alto); Antincendio livello 2 (8h); Primo soccorso Gruppo B (12h). Le ore effettive dipendono dalla classificazione di rischio dell’azienda e dalle mansioni.
Serve il manuale HACCP per ATECO 26.30?
No. Fabbricazione di apparecchiature di comunicazione non rientra tra le attività alimentari soggette al Reg. CE 852/2004. Restano validi gli obblighi del D.Lgs. 81/08 in materia di sicurezza sul lavoro.
Chi può controllare un’attività con ATECO 26.30?
Le autorità di controllo tipiche sono: ASL/ATS — PSAL, INL, INAIL, ARPA per aspetti ambientali (smaltimento RAEE — D.Lgs. 49/2014). Ciascun ente verifica aspetti diversi (sicurezza, igiene, antincendio).
Quale livello antincendio si applica a ATECO 26.30?
Livello 2 (DM 02/09/2021) per reparti produttivi con materiali infiammabili (solventi, plastiche, PCB)

Disclaimer: le informazioni di questa pagina hanno carattere divulgativo e indicano gli obblighi tipici per il codice ATECO 26.30. La valutazione finale degli adempimenti, dei livelli di rischio e della formazione spetta al datore di lavoro e va adattata al caso specifico, anche con il supporto di tecnici qualificati.

Fonti normative

  • ISTAT — Classificazione ATECO 2007
  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico Sicurezza
  • Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 — formazione sicurezza
  • DM 02/09/2021 — mini-codice antincendio nei luoghi di lavoro
  • DM 388/2003 — disciplina del primo soccorso aziendale

Vuoi sapere quali obblighi si applicano alla tua attività?

Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a impostare i documenti necessari.