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Piano di campionamento

Programma documentato di prelievi di campioni per verificare la conformità microbiologica, chimica e fisica dei prodotti alimentari.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Il piano di campionamento è il documento operativo che definisce frequenza, numerosità, metodo di prelievo, parametri analitici e laboratorio di riferimento per verificare la conformità dei prodotti alimentari ai criteri di sicurezza e di processo previsti dal Reg. CE 2073/2005.

Contenuti revisionati da consulenti tecnici

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Fonti normative tracciate e aggiornate

Riferimenti sempre verificabili

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Personalizzati sul caso specifico

Definizione tecnica

Il piano deve essere rappresentativo del processo produttivo e proporzionato al rischio. Si distinguono piani a due classi (presenza/assenza, es. Salmonella) e a tre classi (carica microbica con limiti m e M). Il Reg. CE 2073/2005 fissa criteri di sicurezza alimentare (riferiti al prodotto immesso sul mercato durante la shelf life) e criteri di igiene di processo (riferiti al fine produzione). Il piano deve definire: matrici da prelevare, punti di prelievo (ambiente, superfici, prodotto), tecnica e attrezzature, modalità di trasporto refrigerato in laboratorio accreditato ISO/IEC 17025, criteri di azione in caso di non conformità (rilavorazione, ritiro, richiamo, revisione del sistema HACCP).

Riferimento normativo

Reg. CE 2073/2005 (criteri microbiologici); Reg. CE 852/2004 (igiene); Reg. CE 178/2002 (principi generali); ISO 17604 per il campionamento delle carcasse, ISO 18593 per superfici di lavoro.

Esempi pratici

  • Caseificio: campionamento settimanale di latte crudo e mensile di superfici e prodotti finiti.
  • Laboratorio pasticceria: tampone superficiale piano lavoro a fine pulizia settimanale.
  • Salumificio: prelievo Listeria nei prodotti a fine shelf life (sicurezza alimentare).

Errori comuni

Campionare solo il prodotto finito ignorando l’ambiente; usare laboratori non accreditati; non documentare la catena del freddo del campione; non definire criteri di azione in caso di esito sfavorevole.

Glossario correlato

Domande frequentiFAQ

Ogni quanto campionare?
Le frequenze sono definite dal rischio del prodotto, dalla storicità dei dati, dalle prescrizioni del Reg. CE 2073/2005 e dalle linee guida regionali; vanno motivate nel piano di autocontrollo.
Il laboratorio deve essere accreditato?
Sì, deve operare in regime ISO/IEC 17025 per i parametri analitici di interesse, come previsto dal Reg. UE 2017/625.

Fonti normative

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