L’RSPP non ha poteri decisionali né di spesa e non è destinatario di sanzioni proprie nel D.Lgs. 81/2008: per questo non è un garante come il datore di lavoro. Secondo un orientamento consolidato della Cassazione può però rispondere di omicidio o lesioni colpose in concorso con il datore quando, per imperizia o negligenza, non individua un rischio o non suggerisce le misure, e il datore, seguendo il suo parere, non le adotta. La regola vale per l’RSPP interno ed esterno.
I principi affermati dalla Cassazione
1. Consulente senza poteri, ma non irresponsabile
I compiti dell’art. 33 (individuare i rischi, elaborare misure e procedure, proporre la formazione) sono di consulenza. Se la consulenza è sbagliata o carente e il datore vi fa affidamento, l’errore dell’RSPP diventa una concausa dell’evento.
art. 33 D.Lgs. 81/2008art. 113 c.p.
2. Il nesso causale deve essere dimostrato
L’RSPP risponde se il suo contributo ha avuto un ruolo nell’evento: occorre provare che una corretta segnalazione avrebbe con alta probabilità portato il datore ad adottare la misura. Se il datore era già consapevole del rischio e ha deciso di non intervenire, la posizione dell’RSPP si alleggerisce.
3. L’RSPP esterno ha gli stessi doveri
Il carattere esterno dell’incarico non riduce gli obblighi: conoscere i luoghi e i processi, fare sopralluoghi adeguati, documentare le segnalazioni. Una presenza sporadica o solo telefonica è valutata come negligenza.
4. La nomina non trasferisce le responsabilità del datore
Valutazione dei rischi e nomina dell’RSPP sono obblighi indelegabili del datore (art. 17). La nomina di un RSPP competente non esonera il datore dalle proprie scelte.
art. 17 D.Lgs. 81/2008
Omessa nomina dell’RSPP
Non designare l’RSPP è punito dall’art. 55, c. 1, lett. b, con l’arresto da tre a sei mesi o l’ammenda da 3.559,60 a 9.112,57 euro (importi in vigore dal 6 ottobre 2023); la stessa sanzione si applica al datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di RSPP senza la formazione prevista (art. 34). La mancata costituzione del servizio di prevenzione è anche tra le violazioni che consentono la sospensione dell’attività (art. 14 e allegato I).
Requisiti e documentazione
L’RSPP deve avere titolo di studio, formazione (moduli A, B e C) e aggiornamento periodico secondo l’art. 32 e l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025. Nei procedimenti hanno peso le relazioni di sopralluogo, le segnalazioni scritte al datore, i verbali di riunione periodica e la coerenza del DVR con le lavorazioni reali.
Cosa fare in azienda
- Formalizzare l’incarico con compiti, frequenza dei sopralluoghi e canali di segnalazione.
- Chiedere all’RSPP segnalazioni scritte delle criticità e rispondere per iscritto con le decisioni prese.
- Verificare titoli, formazione e aggiornamento dell’RSPP prima della nomina e alle scadenze.
Domande frequentiFAQ
L’RSPP può essere condannato per un infortunio?
Il datore di lavoro può fare l’RSPP?
L’RSPP firma il DVR?
Approfondimenti collegati
Fonti normative
- D.Lgs. 81/2008, art. 32 (capacità e requisiti professionali)
- D.Lgs. 81/2008, art. 33 (compiti del servizio di prevenzione e protezione)
- D.Lgs. 81/2008, art. 34 (svolgimento diretto da parte del datore di lavoro)
- D.Lgs. 81/2008, art. 55 (sanzioni)
- Codice penale, art. 113 (cooperazione nel delitto colposo)
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