Il datore di lavoro ha una posizione di garanzia originaria: deve valutare tutti i rischi, adottare le misure, formare i lavoratori e vigilare che le misure siano rispettate (artt. 17 e 18 D.Lgs. 81/2008, art. 2087 c.c.). Se si verifica un infortunio collegato a un obbligo non adempiuto, ne risponde per omicidio o lesioni colpose, perché non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo (art. 40, c. 2, c.p.). Per la Cassazione la colpa del lavoratore lo esonera solo se la sua condotta è abnorme: imprevedibile ed estranea al processo produttivo o alle mansioni.
I principi affermati dalla Cassazione
1. Garante originario, anche con un’organizzazione complessa
Valutazione dei rischi e nomina dell’RSPP non si delegano (art. 17). Gli altri obblighi possono essere delegati o affidati a dirigenti e preposti, ma al vertice resta il compito di organizzare un sistema di prevenzione adeguato e di vigilare che funzioni. Le carenze strutturali (macchine non a norma, procedure assenti, organici insufficienti) sono imputate a chi decide l’organizzazione.
art. 17 D.Lgs. 81/2008art. 18 D.Lgs. 81/2008
2. La condotta imprudente del lavoratore non basta a escludere la colpa
Le norme di sicurezza servono anche a proteggere il lavoratore dalle proprie disattenzioni. Per interrompere il nesso causale (art. 41, c. 2, c.p.) la condotta deve essere abnorme: del tutto estranea alle mansioni affidate, oppure, pur rientrandovi, così eccentrica da non essere prevedibile. Non lo è, di regola, la scorciatoia abituale tollerata in reparto.
art. 41 c. 2 c.p.art. 20 D.Lgs. 81/2008
3. Il datore di fatto risponde come quello formale
Chi esercita in concreto i poteri del datore di lavoro (per esempio l’amministratore di fatto o il socio che gestisce l’impresa) assume i relativi obblighi (art. 299). La giurisprudenza guarda alla realtà dell’organizzazione, non alle cariche formali.
art. 299 D.Lgs. 81/2008
4. Causalità della colpa: l’evento deve essere quello che la regola voleva prevenire
Non basta che il datore abbia violato una norma: occorre che l’infortunio sia la concretizzazione del rischio che quella norma mirava a prevenire e che il comportamento corretto lo avrebbe evitato con alta probabilità logica. È il criterio della causalità omissiva fissato dalle Sezioni Unite nella sentenza Franzese (n. 30328/2002).
art. 40 c.p.
5. Il modello organizzativo aiuta, ma non è uno scudo automatico
Un modello di organizzazione conforme all’art. 30 efficacemente attuato è l’elemento principale per dimostrare la vigilanza del delegante (art. 16, c. 3) e per escludere la responsabilità dell’ente; non esclude però la responsabilità personale del datore per le scelte che gli competono.
Le contestazioni più frequenti
- valutazione dei rischi assente, generica o non aggiornata per la lavorazione da cui è derivato l’infortunio;
- attrezzature prive di protezioni o con dispositivi di sicurezza rimossi;
- formazione e addestramento insufficienti per la mansione;
- mancata vigilanza, spesso per assenza o inadeguatezza del preposto;
- gestione degli appalti senza coordinamento e senza verifica delle imprese.
In caso di morte si procede per omicidio colposo aggravato (art. 589, c. 2, c.p., reclusione da due a sette anni); per lesioni gravi o gravissime si procede d’ufficio (art. 590 c.p.). Accanto alla persona fisica può essere chiamata a rispondere la società ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
Senza infortunio: le contravvenzioni
La maggior parte degli obblighi del D.Lgs. 81/2008 è presidiata da contravvenzioni (art. 55) che si accertano anche in assenza di eventi. L’organo di vigilanza impartisce una prescrizione con un termine per regolarizzare; l’adempimento e il pagamento di un quarto del massimo dell’ammenda estinguono il reato (artt. 20-24 D.Lgs. 758/1994 e art. 301 D.Lgs. 81/2008).
Cosa fare in azienda
- Tenere il DVR aderente alle lavorazioni reali e rielaborarlo entro 30 giorni nei casi dell’art. 29, c. 3.
- Definire per iscritto chi sono dirigenti e preposti, con compiti e poteri, e verificarne la formazione.
- Documentare la vigilanza: sopralluoghi, richiami, provvedimenti disciplinari, verbali delle riunioni periodiche.
- Analizzare infortuni e quasi infortuni e tracciare le misure adottate.
Domande frequentiFAQ
Il datore di lavoro può delegare tutti gli obblighi di sicurezza?
Se il lavoratore non rispetta le procedure, il datore è responsabile?
Che pena rischia il datore per un infortunio mortale?
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Fonti normative
- D.Lgs. 81/2008, art. 17 (obblighi non delegabili)
- D.Lgs. 81/2008, art. 18 (obblighi del datore di lavoro e del dirigente)
- D.Lgs. 81/2008, art. 299 (esercizio di fatto di poteri direttivi)
- Codice penale, art. 40 (rapporto di causalità)
- Codice penale, art. 589 (omicidio colposo)
- Cass. pen., Sezioni Unite, sentenza n. 30328/2002 (Franzese)
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