L’infortunio mortale dovuto alla violazione delle norme di sicurezza è omicidio colposo aggravato, punito con la reclusione da due a sette anni (art. 589, c. 2, c.p.). Possono essere chiamati a rispondere, anche insieme, datore di lavoro, dirigenti, preposti, RSPP, committenti, coordinatori e fabbricanti, ciascuno per gli obblighi propri. Il giudice deve accertare che il rispetto della regola violata avrebbe evitato la morte con alto grado di credibilità razionale; la condotta della vittima esclude la responsabilità solo se abnorme.
I principi affermati dalla Cassazione
1. Più garanti possono rispondere dello stesso evento
Quando l’infortunio deriva da carenze che si sommano a livelli diversi (organizzazione, vigilanza, coordinamento degli appalti, progettazione della macchina) ciascun garante risponde della propria omissione. L’intervento di un altro garante non esonera chi doveva agire prima.
art. 113 c.p.art. 40 c. 2 c.p.
2. Il nesso causale va provato in concreto
Secondo le Sezioni Unite (sentenza Franzese, n. 30328/2002) il nesso tra omissione ed evento si afferma solo se, escluse spiegazioni alternative, è processualmente certo che la condotta doverosa avrebbe impedito l’evento. Il ragionamento probabilistico è il punto di partenza, non la conclusione.
3. Solo la condotta abnorme della vittima interrompe il nesso
L’errore, la distrazione o la violazione di una procedura da parte del lavoratore non escludono la responsabilità dei garanti se rientrano nel rischio che le misure omesse dovevano governare.
art. 41 c. 2 c.p.
4. La colpa si misura anche sulla gravità
Il grado della colpa (reiterazione delle violazioni, consapevolezza del rischio, segnalazioni ignorate) incide sulla pena. Nel caso ThyssenKrupp le Sezioni Unite (n. 38343/2014) hanno anche chiarito il confine tra colpa cosciente e dolo eventuale, escludendo il dolo quando l’agente confida, pur sbagliando, che l’evento non si verifichi.
Il procedimento
Dopo l’evento intervengono gli ispettori della ASL (o dell’Ispettorato del lavoro nei settori di competenza) come polizia giudiziaria: sequestro dell’area e delle attrezzature, acquisizione di documenti (DVR, formazione, manutenzioni, appalti), sentite le persone informate. Il pubblico ministero dispone di regola una consulenza tecnica sulla dinamica.
L’imputato può chiedere l’applicazione della pena su richiesta (patteggiamento, art. 444 c.p.p.) quando la pena concreta non supera cinque anni. Dopo la riforma del 2022 la sentenza di patteggiamento non ha efficacia nei giudizi civili e disciplinari. La società risponde in un procedimento distinto ai sensi del D.Lgs. 231/2001 e può a sua volta definire la propria posizione con sanzione su richiesta.
Conseguenze civili
Gli eredi possono costituirsi parte civile o agire in sede civile per il danno da perdita del congiunto e per il danno subito dalla vittima; l’INAIL eroga la rendita ai superstiti e può agire in regresso contro il datore di lavoro.
Cosa fare in azienda
- Mettere in sicurezza l’area e preservare lo stato dei luoghi in attesa degli organi di vigilanza.
- Fare la denuncia all’INAIL entro 24 ore in caso di morte o pericolo di morte.
- Raccogliere e conservare la documentazione di sicurezza relativa alla lavorazione e ai soggetti coinvolti.
- Rivedere subito valutazione dei rischi e misure per le lavorazioni analoghe.
Domande frequentiFAQ
Chi viene indagato dopo un infortunio mortale?
Il patteggiamento chiude anche la posizione della società?
Entro quando va comunicato l’infortunio mortale all’INAIL?
Approfondimenti collegati
Fonti normative
- Codice penale, art. 589 (omicidio colposo)
- Codice penale, art. 41 (concorso di cause)
- Codice di procedura penale, art. 444 (applicazione della pena su richiesta)
- D.Lgs. 231/2001, art. 25-septies
- Cass. pen., Sezioni Unite, n. 30328/2002 (Franzese) e n. 38343/2014 (ThyssenKrupp)
Vuoi sapere quali obblighi si applicano alla tua attività?
Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a impostare i documenti necessari.