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DVR a Cremona

Redazione e aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi per aziende con sede operativa in provincia di Cremona: filiera lattiero-casearia, allevamenti e manifattura, ai sensi del D.Lgs. 81/08.

Risposta rapida

Il DVR è obbligatorio per ogni datore di lavoro con almeno un lavoratore o soggetto equiparato (artt. 17, 28 e 29 del D.Lgs. 81/08). Non si invia all'ATS: va conservato presso l'unità locale ed esibito in caso di controllo dell'ATS Val Padana o dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Mantova-Cremona. Ti aiutiamo a redigerlo o aggiornarlo partendo dall'attività reale.

Rischi tipici della filiera agroalimentare cremonese

Nei caseifici e nelle latterie il DVR deve trattare la movimentazione delle forme (una forma di Grana Padano può arrivare a circa 40 kg), il rischio biologico, il microclima caldo-umido di salatoie e magazzini di stagionatura, il rumore delle linee di confezionamento, i prodotti di sanificazione, lo scivolamento e l'accesso a silos e cisterne (ambienti confinati, D.P.R. 177/2011). Nei salumifici si aggiungono macchine come insaccatrici e affettatrici e il lavoro in celle frigorifere. Negli allevamenti contano zoonosi, contatto con gli animali, macchine agricole e fosse dei liquami; nei mangimifici polveri e atmosfere esplosive.

Settori tipici della provincia

  • Caseifici e latterie della pianura cremonese.
  • Salumifici e laboratori di trasformazione delle carni.
  • Allevamenti bovini, suini e avicoli.
  • Mangimifici, cooperative agricole ed essiccatoi.
  • Aziende manifatturiere del Cremasco.
  • Ristoranti, agriturismi, hotel e pubblici esercizi.

Cosa verifica l'ATS Val Padana

Il servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell'ATS verifica che il DVR sia presente presso l'unità locale, con data certa, insieme alle nomine, agli attestati di formazione e alla documentazione della sorveglianza sanitaria. Per gli ambienti confinati vanno documentati anche procedure di accesso, qualificazione delle imprese e formazione degli addetti.

Come impostiamo il DVR

Si parte da un sopralluogo in caseificio, salumificio, stalla o reparto e dalla raccolta di organigramma, mansioni, attrezzature, sostanze e cicli di lavorazione. Per ogni rischio il documento indica le misure adottate e il programma di miglioramento, con le valutazioni specifiche dove necessarie. Dal DVR derivano il piano di formazione (compresi carrellisti, addetti antincendio e primo soccorso) e, se previsto, il protocollo sanitario del medico competente.

Domande frequentiFAQ

In un caseificio di Grana Padano serve la valutazione della movimentazione manuale dei carichi?
Sì. Il sollevamento e lo spostamento delle forme richiedono una valutazione specifica secondo il Titolo VI del D.Lgs. 81/08 (con i metodi delle norme ISO 11228), l’adozione di ausili meccanici dove possibile e la sorveglianza sanitaria.
Un allevamento bovino deve fare il DVR?
Sì, se ha lavoratori dipendenti o soggetti equiparati. Il DVR deve trattare zoonosi (Titolo X), movimentazione, macchine e impianti di mungitura, contatto con gli animali, fosse dei liquami come ambienti confinati e prodotti disinfettanti.
Ogni quanto va aggiornato il DVR?
Non c’è una scadenza fissa: il DVR va rielaborato entro 30 giorni in caso di modifiche significative del processo produttivo o dell’organizzazione, evoluzione della tecnica, infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria lo richiedono (art. 29 c. 3 D.Lgs. 81/2008).

Fonti normative

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