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HACCP a Napoli

Manuale di autocontrollo, registrazione dell’attività e formazione del personale per pizzerie, ristoranti, pasticcerie e laboratori della Città metropolitana di Napoli.

Risposta rapida

Chi produce, somministra o vende alimenti deve applicare procedure di autocontrollo basate sui principi HACCP (art. 5 Reg. CE 852/2004) e registrare l'attività con la SCIA al SUAP del comune. I controlli ufficiali spettano al SIAN e ai servizi veterinari dell'ASL competente: Napoli 1 Centro per il capoluogo e Capri, Napoli 2 Nord per l'area nord e flegrea e le isole di Ischia e Procida, Napoli 3 Sud per l'area vesuviana, nolana, la penisola sorrentina.

Pizzerie: i punti che il manuale deve coprire

  • Impasti: temperature e tempi di lievitazione e maturazione, conservazione dei panetti, gestione degli impasti non utilizzati a fine servizio.
  • Latticini freschi: mozzarella e fior di latte vanno conservati a temperatura controllata e usati secondo la durata indicata dal produttore; il manuale stabilisce come si gestisce il prodotto già porzionato.
  • Forno a legna: pulizia del piano di cottura, stoccaggio della legna separato dagli alimenti, gestione della cenere.
  • Allergeni: glutine in tutte le basi, latte, e per le farciture frutta a guscio, pesce e crostacei; le informazioni devono essere disponibili per iscritto (Reg. UE 1169/2011).

Friggitorie e rosticcerie

Il piano deve indicare come si controlla l'olio di frittura e quando si sostituisce, la temperatura di esercizio, i tempi di esposizione dei prodotti fritti al banco e la gestione dei semilavorati (crocchè, arancini, frittatine) preparati in anticipo e conservati in frigorifero o congelati.

Pasticcerie e laboratori

Prodotti con creme a base di uova e latte, ricotta e panna sono altamente deperibili: servono procedure di cottura, raffreddamento rapido, conservazione e durata massima, oltre alla separazione tra materie prime e prodotti finiti. I laboratori che forniscono altri esercizi devono verificare se la loro attività richiede il riconoscimento ai sensi del Reg. CE 853/2004 quando trattano prodotti di origine animale.

Ricettivo e stagionalità

Negli hotel e nei ristoranti delle isole e della costiera il personale cambia ogni stagione: la formazione in materia di igiene alimentare (Reg. CE 852/2004, all. II, cap. XII) va fatta prima che gli addetti manipolino alimenti e documentata. All'apertura stagionale vanno verificati impianti idrici, celle frigorifere e lotta agli infestanti dopo i mesi di chiusura.

Controlli e sanzioni

La mancata predisposizione delle procedure di autocontrollo è sanzionata dall'art. 6 c. 6 del D.Lgs. 193/2007; se le procedure esistono ma sono inadeguate l'autorità prescrive un termine per adeguarle (comma 7). Nei controlli possono intervenire anche i NAS dei Carabinieri.

Domande frequentiFAQ

A Napoli serve ancora il libretto sanitario per chi manipola alimenti?
No. Al suo posto l'operatore deve garantire e documentare la formazione degli addetti in materia di igiene alimentare, proporzionata alla mansione (Reg. CE 852/2004, all. II, cap. XII).
La pizza napoletana STG ha regole HACCP diverse?
No. Il disciplinare della Specialità Tradizionale Garantita (Reg. UE 97/2010) riguarda ingredienti e metodo di preparazione e il relativo sistema di controllo; gli obblighi di igiene e autocontrollo sono gli stessi di ogni pizzeria.
Una cucina che lavora solo per il delivery deve avere il manuale HACCP?
Sì. È un operatore del settore alimentare come un ristorante: SCIA, manuale di autocontrollo, personale formato e informazioni sugli allergeni disponibili prima dell'acquisto, con procedure per i tempi e le temperature di trasporto.

Fonti normative

Approfondisci

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