Il DVR è obbligatorio per ogni datore di lavoro con almeno un lavoratore o soggetto equiparato (artt. 17, 28 e 29 del D.Lgs. 81/08). Non si invia all'ATS: va conservato presso l'unità locale ed esibito in caso di controllo dell'ATS dell'Insubria (ATS della Montagna per l'Alto Lario) o dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Como. Ti aiutiamo a redigerlo o aggiornarlo partendo dall'attività reale.
Rischi tipici nelle aziende comasche
In tessiture, tintorie, stamperie e finissaggi il DVR deve trattare il rischio chimico da coloranti, ausiliari e solventi (Titolo IX), l'eventuale presenza di sostanze cancerogene o mutagene, polveri e fibre, rumore dei telai, microclima caldo-umido e movimentazione dei carichi. Nelle falegnamerie e nei mobilifici contano le polveri di legno duro, classificate cancerogene (Titolo IX, Capo II), il rumore di sezionatrici e levigatrici, vernici e solventi, le atmosfere esplosive negli impianti di aspirazione (Titolo XI). Negli hotel del lago si valutano prodotti per le pulizie e per le piscine, movimentazione della biancheria, scivolamento, lavoro notturno e gestione delle emergenze in edifici storici.
Settori tipici della provincia
- Tessiture, tintorie, stamperie e finissaggi dell'area comasca.
- Falegnamerie e mobilifici del Canturino e della zona di Mariano Comense.
- Hotel, ville per eventi e strutture ricettive del Lario.
- Ristoranti, trattorie, pasticcerie e bar.
- Imprese edili e cantieri di ristrutturazione.
- Uffici e studi professionali.
Cosa verifica l'ATS in caso di controllo
Il servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell'ATS verifica che il DVR sia presente presso l'unità locale, con data certa, insieme alle nomine, agli attestati di formazione e alla documentazione della sorveglianza sanitaria. Dove si usano agenti cancerogeni, come le polveri di legno duro, va tenuto anche il registro degli esposti (art. 243).
Come impostiamo il DVR
Si parte da un sopralluogo in reparto, in laboratorio, in hotel o in ristorante e dalla raccolta di organigramma, mansioni, attrezzature, sostanze e cicli di lavorazione. Per ogni rischio il documento indica le misure adottate e il programma di miglioramento, con le valutazioni specifiche dove necessarie. Dal DVR derivano il piano di formazione e, se previsto, il protocollo sanitario del medico competente.
Domande frequentiFAQ
Una tintoria comasca deve avere valutazioni specifiche per gli agenti chimici?
In una falegnameria le polveri di legno sono un rischio cancerogeno?
Il DVR di un hotel sul lago deve coprire anche piscina e spa?
Fonti normative
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 - artt. 17, 28, 29; Titolo IX (Testo Unico Sicurezza)
- ATS dell’Insubria (sito ufficiale)
- ATS della Montagna (sito ufficiale)
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