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DVR a Bergamo

Redazione e aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi per aziende con sede operativa a Bergamo, nelle valli e nella bassa pianura, ai sensi del D.Lgs. 81/08.

Risposta rapida

Il DVR è obbligatorio per ogni datore di lavoro con almeno un lavoratore o soggetto equiparato (artt. 17, 28 e 29 del D.Lgs. 81/08). Non si invia all'ATS: va conservato presso l'unità locale ed esibito in caso di controllo dell'ATS di Bergamo o dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Bergamo. Ti aiutiamo a redigerlo o aggiornarlo partendo dall'attività reale: officina, caseificio, ristorante, hotel, magazzino.

Rischi tipici nelle aziende bergamasche

Nella pianura, nell'hinterland e lungo le valli Seriana e Brembana sono diffuse officine meccaniche, carpenterie, stampaggio di materie plastiche e gomma, lavorazione dei metalli e, in Val Seriana, aziende tessili. In queste realtà il DVR deve trattare in modo concreto rumore (presse, mole, trance), vibrazioni, movimentazione manuale dei carichi, rischio chimico (oli da taglio, sgrassanti, vernici, fumi di saldatura), rischio meccanico e microclima dei reparti. Nei caseifici e nei salumifici pesano invece rischio biologico, ambienti umidi e freddi, scivolamento e movimentazione delle forme.

Settori tipici della provincia

  • Officine meccaniche e carpenterie metalliche della pianura e dell'hinterland.
  • Aziende tessili e di confezione della Val Seriana.
  • Caseifici, salumifici, laboratori di pasta fresca e gastronomia.
  • Imprese edili e cantieri tra città, valli e bassa pianura.
  • Hotel, ristoranti, rifugi e agriturismi delle valli.
  • Magazzini e centri di distribuzione lungo l'A4 e attorno all'aeroporto di Orio al Serio.

Cosa verifica l'ATS di Bergamo

La vigilanza sulla sicurezza negli ambienti di lavoro spetta all'ATS di Bergamo, tramite il Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria. In caso di controllo il DVR deve essere disponibile presso l'unità locale, con data certa, insieme alle nomine, agli attestati di formazione e alla documentazione della sorveglianza sanitaria. Nei cantieri si aggiungono PSC e POS (Titolo IV del D.Lgs. 81/08).

Come impostiamo il DVR

Si parte da un sopralluogo presso la sede e dalla raccolta di organigramma, mansioni, attrezzature, sostanze, ambienti e cicli di lavorazione. Per ogni rischio individuato il documento indica le misure di prevenzione e protezione adottate e il programma di miglioramento, con le valutazioni specifiche (rumore, vibrazioni, chimico) dove necessarie. Dal DVR derivano il piano di formazione e, se previsto, il protocollo di sorveglianza sanitaria del medico competente.

Domande frequentiFAQ

Il DVR di un’officina meccanica bergamasca va inviato all’ATS di Bergamo?
No. Il DVR non si invia preventivamente all’ATS. Deve essere conservato in azienda, con data certa, ed esibito in caso di controllo.
Per un caseificio in Val Brembana il DVR deve coprire anche i rischi alimentari?
No. Il DVR riguarda la salute e sicurezza dei lavoratori (rumore, movimentazione dei carichi, rischio biologico, scivolamento, temperature). I rischi per la sicurezza degli alimenti si trattano nel piano di autocontrollo HACCP, che è un documento separato.
Una piccola attività ricettiva in Val Seriana deve fare il DVR?
Sì, anche con un solo dipendente o soggetto equiparato. Il documento è proporzionato all’attività ma deve coprire i rischi reali, come incendio, movimentazione dei carichi, scivolamento e prodotti per le pulizie.

Fonti normative

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